San Valentino, la sessuologa: bene festeggiamenti ma non ‘strafare’ se c’è crisi

ROSAMARIA SPINA: ROMANTICISMO SI MA 'NON E' COPPIA SE NON CI SI ACCOPPIA'

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Articolo…, tratto da… www.dire.it!

Ci risiamo e come ogni anno il 14 febbraio in tutto il mondo si celebra la festa degli innamorati. C’è chi ha programmato proprio per oggi, il giorno di San Valentino, una cenetta romantica nel migliore ristorante della città, chi ha optato per una dozzina di rose rosse da recapitare in ufficio così belle da far stramazzare d’invidia le colleghe single, chi invece spera che questa volta lui la ‘sorprenderà’ chiedendole la mano, qualche altro innamorato, che vive lontano, spera che oggi finalmente si potrà ricongiungere con lui o lei e fare l’amore per ore e ore. Ma in tutto questo parlare d’amore non vengano forse contemplati quegli innamorati che quest’anno o da tempo, si vogliono bene ma fondamentalmente sono in crisi e stanno insieme senza ‘sfiorarsi’. In questo caso che fare? E’ bene stupire il partner organizzando un’uscita top o è meglio far trascorrere San Valentino ‘in anonimato’ come qualsiasi altra giornata? E ancora sex toys, soft bondage e pratiche simili possono mettere pepe oppure incrinano il rapporto a due? Tutte queste domande l’agenzia di stampa Dire le ha rivolte alla sessuologa Rosamaria Spina.

SE SI E’ IN CRISI ‘NON STRAFARE E RIMANERE SUL SOFT’
– Oggi è San Valentino, a coloro che sono in cerca d’idee e complice la pandemia si sono impigriti cosa consiglia di fare/programmare per sorprendere il partner o la partner?
‘Penso che il punto di partenza sia capire il livello di complicità che esiste nella coppia, perchè tutto dipende da questo. Se la coppia sta affrontando un momento difficile direi di ‘rimanere’ sul soft: una cena e se possibile andare fuori città. Stratagemmi utili ad avvicinare i partner e per riconquistare l’unione che li aveva caratterizzati un tempo. Al contrario ‘strafare’ può acuire le difficoltà e le conflittualità esistenti. Invece di apportare benefici potrebbe aprire all’orizzonte nuovi dissidi. Se invece si tratta di una coppia collaudata, che ‘sta bene’, allora semaforo verde a idee passionali e quindi oltre la cena pensiamo a qualcosa che accenda la sessualità”.

– In una scala di valori quanto conta ancora il romanticismo, almeno dall’esperienza che matura nella sua pratica quotidiana ascoltando molte coppie?
‘Diciamo che in realtà quando le coppie vengono da me in terapia i loro racconti partono proprio ‘decantando’ l’amore che li contraddistingue. Mi riferiscono di essere affiatati, di non aver mai litigato poi in realtà si scopre che non è così. Il romanticismo allora diventa solo una bella parola di cui tanto ci si nutre ma, sotto sotto alla fine, emerge che le coppie che sono insieme da tanti anni vogliono altro. Cioè desiderano sviluppare qualcosa di diverso, di trasgressivo e intrigante. Ecco perchè, come dicevo anche prima, la ‘classica cena’ in occasione di San Valentino è un’ottima idea, ma non sempre e non per tutti. Per alcuni sodalizi può essere controproducente a meno che non sia un preliminare per introdurre a qualcosa di più hot. Oggi il modello di amore è completamente cambiato rispetto ad un tempo. Pensiamo al modello di rapporto al quale erano abituate le nostre mamme o le nonne ossia unirsi con un uomo per tutta la vita. Oggi i ragazzi parlano di poliamore cioè vogliono sentirsi liberi di amare, contemporaneamente, più persone nel rispetto dell’altro proprio perchè, ogni partner sa che ‘c’è’ o ‘ci sono’ altri. In questo caso non viene meno il romanticismo in quanto tale ma le regole per far durare un rapporto sono diverse. E poi l’amore in se per sè non basta per mantenere un rapporto in vita nel lungo periodo serve anche altro”.

SESSO NON PUO’ MANCARE, QUELLO MASCHILE UN PO’ ABITUDINARIO
– Quindi questo ‘altro’ dottoressa a cui fa riferimento è del ‘buon’ sesso?
‘Assolutamente si. Il sesso è parte integrante della coppia. Una coppia può essere unita e affiatata su molti punti di vista ma direi che ‘non è coppia se non ci si accoppia’. Il sesso può essere passionale, spinto o tradizionale. L’importante è che ci sia’.

– Lei suggerirebbe di andare oltre le due o tre posizione più classiche e che la coppia pratichi di più?
‘Il sesso maschile è molto abitudinario. Mi spiego meglio l’uomo, in particolare, se vede che una cosa ‘funziona’ tende a riprodurla per ‘andare sul sicuro’ e nel caso del sesso ripropone le posizioni che gli ‘riescono meglio’. E la donna magari all’inizio non si lamenta, ma alla lunga si stanca. Non dico che bisogna inventarsi cose ‘straordinarie’ ma a volte, introdurre delle piccole variazioni, è utile. Tornando al tema, a San Valentino credo che a volte ci si aspetta troppo: di essere romantici, le candele, le rose e la cena prenotata nel ristorante migliore, ma come dicevo a volte è controproducente. Si deve fare attenzione a cosa si organizza e ponderare bene i gusti del nostro partner. E poi se le aspettative sono troppo elevate mettono a rischio la prestazione sessuale e questo può generare nell’uomo ansia da prestazione per cui non arrivare all’erezione o a non riuscire a mantenere l’erezione o che, viceversa, la donna non sia eccitata a sufficienza’.

-Quindi ci sta in pratica dicendo che questa bella ricorrenza non va festeggiata a tutti i costi? E ancora in una coppia dove c’è maretta il sesso può avvicinare o è un deterrente?
‘+’Direi di non festeggiare a tutti i costi e ritagliarsi altre occasioni per evitare aspettative. Chi dice che a San Valentino bisogna fare qualcosa per forza? Se si è innamorati lo si è sempre e non solo oggi al contrario se c’è conflittualità in atto non basterà un giorno per sanare la situazione. E’ meglio destinare un ‘festeggiamento’ o fare qualcosa insieme in un altro momento, il fine settimana o un altro giorno che i due partner volutamente si ritagliano’.

SEX TOYS E SOFT BONDAGE? NON E’ SOLO SESSO, E’ ANCHE AMORE
– Pensi ora di parlare ad un pubblico dai 40 anni in sù con qualche anno di storia di coppia e di ‘noia’ sulle spalle à secondo lei l’uso di sex toys, pratiche come il bondage o il BDSM possono rendere più piccante e divertente il sesso o finiscono per spersonalizzarlo o peggio dividere? E poi chi se le può permettere?
‘In teoria se le possono permettere tutti. Anche qui è importante bene valutare lo ‘stato di partenza’ della coppia. Se i partner hanno problemi o peggio se la decisione di ricorrere a giochi o pratiche è presa da un solo partner è bene astenersi. Se la coppia funziona ed è solida sì all’uso di sex toys o ricorrere a pratiche di bondage. Chiaramente non pensiamo solo a pratiche estreme come la sospensione, la legatura e l’immobilizzazione di tutto il corpo, scegliamo invece il ‘soft bondage’ che consiste ‘solo’: nel coprire gli occhi, immobilizzare i polsi e le caviglie per creare quel brio in più che spesso nelle coppie manca. Attenzione se si pratica il sesso da bendati non è detto che si tratti di solo sesso e non di amore. Queste due dinamiche possono trovarsi insieme. Il momento intimo allora diventa al tempo stesso: erotico, passionale e romantico’.

-Ha fatto riferimento alle difficoltà sessuali, quando è bene non sottovalutarle per non avere brutte ‘sorprese’ anche nel rapporto a due?
‘Non bisogna mai sottovalutare le difficoltà. A volte queste passano da sole altre volte è necessario rivolgersi ad uno specialista. La scorsa settimana è stata lavorativamente molto intensa per me. Diverse coppie che sono in trattamento hanno palesato forti contrasti per questi motivi: una mia paziente ha lasciato il marito perchè non arrivava all’erezione. Questo non per scoraggiare ma per dire che se notate che qualcosa nella sfera sessuale o nell’intimità non funziona adeguatamente prendetevene cura per tempo. E’ tabù parlarne? Direi proprio di sì. Quando c’è una difficoltà sessuale nell’uomo soprattutto il primo passo è andare dall’andrologo o dall’urologo sperando in una cura farmacologica. L’atteggiamento diffuso è quello di voler sbrigare così la faccenda. E’ giusto andare dallo specialista, ma a volte le cause non sono sono fisiche. Parlare di sessualità oggi è ancora fonte di difficoltà. Non tutti sono aperti ad affrontare la situazione. Non è tanto il tabù del sessuologo quanto piuttosto del sesso’.