“Senza praticabilità la politica è velleitarismo…, e in questa fase storica ogni altro ragionamento che non sia quello di aspirare ad una società aperta, rischia di compromettere anni di lotte per i diritti civili, consegnando alla peggiore destra il futuro del Paese”

LO HA RIFERITO IN UNA NOTA DI OGGI 25 AGOSTO 2022, LA MESSINESE PALMIRA MANCUSO, CAPOLISTA ALLA CAMERA NEL COLLEGIO SICILIA 2 MESSINA ENNA PER LE ELEZIONI POLITICHE DEL 25 SETTEMBRE, A CONCLUSIONE DELLA PRESENTAZIONE UFFICIALE DELLE CANDIDATURE AVVENUTA A PALERMO NELLA SEDE REGIONALE DEL PARTITO DI EMMA BONINO, UN EVENTO DURANTE IL QUALE LA GIORNALISTA HA ANNUNCIATO DI ESSERE PRESENTE ANCHE ALLE CONSULTAZIONI PER IL RINNOVO DEL PARLAMENTO DI SALA D'ERCOLE

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“Senza praticabilità la politica è velleitarismo…, e in questa fase storica ogni altro ragionamento che non sia quello di aspirare ad una società aperta, rischia di compromettere anni di lotte per i diritti civili, consegnando alla peggiore destra il futuro del Paese”. Così in una nota Palmira Mancuso, capolista alla Camera nel collegio Sicilia 2 Messina Enna, a conclusione della presentazione ufficiale delle candidature che si è svolta a Palermo nella sede regionale del partito di Emma Bonino. Nell’occasione è stata anche ufficializzata la candidatura della giornalista messinese nella lista del PD in corsa alle regionali.

Ha aggiunto la Mancuso: “non penso a quella destra moderata oggi rappresentata da Calenda e Renzi, che hanno raccolto l’eredità politica di Forza Italia ormai ridotta in Sicilia a bancomat di seggi per gli amici personali di Berlusconi, ma a quella di Salvini e Meloni pronti a relegarci fuori dall’Europa. La mia candidatura alla Camera con Più Europa ha avuto come naturale conseguenza sul territorio la presenza alle regionali all’interno della lista del PD, bisogna mettere in chiaro da che parte stiamo e che crediamo in una sinistra moderna, atlantista, europeista, progressista ed ecologista. L’unica forza politica ben strutturata a sinistra è il PD, che se da un lato subisce le difficoltà di un grande partito e dunque preda di una classe dirigente non sempre all’altezza (come mostrato dai recenti cambi di casacca in chiave populista) dall’altro contiene tutti gli anticorpi per superare la crisi.

Prosegue la Mancuso: “anche questo dimostra la richiesta di volermi candidata alle regionali…, la necessità di un rinnovamento non strizzando gli occhi alla sinistra estrema, ma guardando a quell’area liberale, radicale e riformista, in Europa rappresentata dall’Alde, di cui sono espressione. La vera sfida oggi è realizzare le riforme necessarie a raggiungere gli obiettivi del PNRR, senza paura del cambiamento. Il rischio è che il sistema elettorale, che molta di questa classe dirigente che oggi si lamenta non ha saputo cambiare, premia chi vuole conservare lo status quo o peggio chi vuole tornare indietro su diritti acquisiti mettendo in discussione persino la libertà individuale. Per noi di Più Europa la priorità è rimanere ancorati ai principi che stanno alla base della democrazia, della pacifica convivenza tra i popoli, dell’autodeterminazione. E pensando “glocal” e guardando alla realtà di Messina non posso che assumermi la responsabilità di quel coraggio politico che i tempi richiedono, per rafforzare l’opposizione al populismo “pigliatutto” di Cateno De Luca”.

La Mancuso ha concluso: “io ci sono, e oggi più che mai voglio dare voce a chi non si sente rappresentato da certa classe dirigente che si spaccia per nuova ma che da vent’anni fa politica in maniera personalistica. Spero quindi che chi non ha votato alle ultime elezioni si assuma la responsabilità del cambiamento, sbarrando il simbolo Più Europa e votando anche alle Regionali una persona come me, rappresentante di una generazione che ha pagato il costo più alto, in termini soprattutto di precarietà. E poi la mia speranza è che da Messina parta quel piccolo miracolo che più volte è già accaduto nel corso della storia. Come quando da Palazzo Zanca l’Unione Europa muoveva i primi passi, inseguendo un sogno che dobbiamo ancora pienamente realizzare: gli Stati Uniti d’Europa”.