Sulle nomine effettuate dal primo cittadino di Messina Cateno De Luca… di Dafne Musolino, Pippo Campagna, ma anche il segretario generale del Comune di Messina Basile, l’esperto Cicala, Puccio già presidente di AMAM oggi alla Città Metropolitana, ed ancora Carlotta Previti, vice sindaco ed assessore, “solo per ricordarne alcune“, scrive oggi la deputata nazionale messinese e responsabile nazionale legalità e lotta alle Mafie di Articolo Uno Maria Flavia Timbro, ho presentato un’interrogazione al ministro competente

“APPARE DOVEROSO INTERVENIRE DI FRONTE A QUESTA ESCALATION DI INCARICHI“

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Sulle nomine effettuate dal primo cittadino di Messina Cateno De Luca… di Dafne Musolino, Pippo Campagna, ma anche il segretario generale del Comune di Messina Basile, l’esperto Cicala, Puccio già presidente di AMAM oggi alla Città Metropolitana, ed ancora Carlotta Previti, vice sindaco ed assessore, “solo per ricordarne alcune“, scrive oggi la deputata nazionale messinese e responsabile nazionale legalità e lotta alle Mafie di Articolo Uno Maria Flavia Timbro, ho presentato un’interrogazione al ministro competente.

Prosegue la Timbro: “appare doveroso intervenire di fronte a questa escalation di nomine accompagnata dalla costituzione di aziende partecipate, posto che sembra quasi che il sindaco voglia costruire una macchina amministrativa il cui funzionamento si fonda su una rete di soggetti direttamente dipendenti da lui (Cateno De Luca ndr). Questa circostanza, va ribadito, è ancora più preoccupante se si considera sono sempre gli stessi i nomi fatti, molti dei quali afferenti al circuito della FENAPI, nomi che si spostano da una postazione all’altra, spesso anche mantenendo l’incarico precedentemente assunto, questo sì in apparente contrasto con le normative vigenti ma in evidente contrasto con ogni principio di opportunità. Una volta proceduto al deposito dell’atto ispettivo, valuteremo la possibilità di sottoporlo all’Anac e alla Corte dei Conti per le loro rispettive competenze“.

Spiega Maria Flavia Timbro, come già aveva fatto qualche giorno fa in un comunicato il segretario cittadino di Articolo Uno Domenico Siracusano sollevando la medesima questione: “nomine che rischiano di essere inconferibili, perché potenzialmente formulate in contrasto con la normativa di riferimento ed in particolare con quanto previsto dall’Art. 7 del Decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39 relativo alle “Disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico“.

Conclude la Timbro: “uomini e donne provenienti dalla FENAPI, dallo stretto entourage del sindaco di Messina, sono sempre gli stessi i nomi fatti, molti dei quali afferenti al circuito della FENAPI, nomi che si spostano da una postazione all’altra, spesso anche mantenendo l’incarico precedentemente assunto, questo sì in apparente contrasto con le normative vigenti ma in evidente contrasto con ogni principio di opportunità”.