Un uomo di 31 anni di Letojanni, in provincia di Messina, dovrà scontare ai domiciliari una pena in via definitiva a un anno e 11 mesi inflitta in appello e fatta eseguire dai carabinieri della Compagnia di Taormina

SU DI LUI GRAVANO LE ACCUSE DI RICETTAZIONE E SIMULAZIONE DI REATO

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Un uomo di 31 anni di Letojanni, in provincia di Messina, dovrà scontare ai domiciliari una pena in via definitiva a un anno e 11 mesi inflitta in appello. Su di lui gravano una sfilza di accuse: dall’evasione alla rapina, passando per la ricettazione e persino alla simulazione di reato. Un “curriculum” criminale che ha finito per pesare nelle aule dei tribunali. Singolare anche il tentativo di voler far credere di aver subito un furto quando in realtà quell’oggetto era ancora nella sua disponibilità. L’ordinanza di detenzione domiciliare gli è stata notificata dai carabinieri.

I carabinieri della Compagnia di Taormina hanno arrestato L.R.G., già noto alle forze dell’ordine, originario di Letojanni, in esecuzione di un ordine di esecuzione per cumulo di pene concorrenti in regime di detenzione domiciliare. I militari dell’Arma della locale stazione del messinese hanno eseguito il provvedimento definitivo emesso dalla Procura generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Messina, su input dell’ufficio esecuzioni penali. L’uomo è stato rintracciato nella sua abitazione per la notifica del provvedimento.

L.R.G. dovrà scontare una pena residua di un anno e 11 mesi in regime di detenzione domiciliare, per diversi reati commessi a Letojanni e Calatabiano nel 2019. In particolare il giovane è stato condannato, tra i vari reati che gli sono stati contestati, per rapina, ricettazione ed evasione. Inoltre, nel 2009, si era reso responsabile di un episodio di simulazione di reato per aver denunciato il furto di una vespa di cui in realtà era ancora in possesso e sulla quale aveva apposto una targa personale per camuffarla. Una strategia che però non ha ingannato i carabinieri che scoprirono il tentativo di raggiro. Il destinatario del provvedimento restrittivo è stato rintracciato dai militari presso la sua abitazione e, dopo le formalità di rito, è stato sottoposto al regime di detenzione domiciliare.