La zona falcata , il mare negato ed il verde latitante

LETTERA ALLA REDAZIONE DI SARAH CERRETI

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“La zona falcata , il mare negato ed il verde latitante” potrebbe essere il titolo di un romanzo di Murakami, invece è lo stato in cui versa la città di Messina ormai da troppi decenni. Oggi si propone la via del mare, sotto questo poetico nomignolo si cela un progetto ripescato dal passato che auspicavo fosse caduto in oblio.

La zona falcata con tutta la costa ad essa collegata, compresa quella conca naturale costituita da via Don Blasco , sarà riservata a via di accesso per tir e mobilità gommata con l’ intento di liberare la città dal traffico e collegarsi al porto di tremestieri. Ma via don Blasco, la zona falcata, il lungomare, per adesso negato, sono  la città!!

Via don Blasco, è cuore della città,  compresa tra il cavalcavia e viale Europa, attraversata nella sua metà da via S. Cecilia, non è certo  periferia!! Potrebbe essere un’ isola felice e pedonale con attività commerciali e turistiche integrate e non diventare una banale via di scorrimento tir con un verde frastagliato, ridotto a mere aiuole, destinato inesorabilmente a discarica. Dovrebbe e potrebbe diventare cuore, dentro il cuore della città, riappropriazione legittima di quel mare negato, morfologica e di conseguenza logica, continuazione della zona falcata. La zona falcata, dovrebbe avere, finalmente, il ruolo che le spetta, dignitoso, di memoria collettiva, mettendo in evidenza i pochi reperti rimasti, comprese le antiche mura, adesso celate ai cittadini. Museo e perché no, anche porto turistico, una zona dove le attività per i cittadini e per la città vengono integrate all’interno di un enorme parco: residence , lidi, mercati, piazze con collegamenti principalmente  pedonali.

Forse dovreste fare qualche gita ad Ortigia e capire cosa vuol dire sfruttare ciò che si ha nel migliore dei modi. Ovviamente i Siracusani hanno di più architettonicamente, ma sono stati molto bravi a valorizzare il loro patrimonio utilizzando i fondi Europei per una vera rinascita. Noi abbiamo molto di più geograficamente e morfologicamente, un mare che costeggia tutta la città un panorama favoloso, una posizione favorevole per uno sviluppo turistico notevole. Cefalù da una parte Taormina dall ‘altra e le isole Eolie a qualche ora di aliscafo, ci fanno da contorno, per citare solo alcuni trai posti più famosi nel mondo!!

Un parco esteso chilometri su una costa attrezzata è il futuro per un riscatto economico e sociale di una città che lentamente sta agonizzando.

I dovrebbe e potrebbe sono infiniti e temo lo resteranno perché mai niente di tutto questo è stato fatto nè si intravede una volontà concreta di cambiamento di rotta all’orizzonte, considerando che una cosa assurda come la via dei tir, non chiamiamola via del mare poiché non lo è, da tutti pare auspicata. Ma da tutti chi? Da alcuni organi istituzionali ed i Messinesi che hanno casa sul Boccetta?? Per evitare il traffico in una via di imbocco autostradale distruggiamo tutta la costa?? ottima idea!!! Potremmo trovare soluzioni alternative? ..forse…

Onestamente da De luca, un sognatore che vedeva tram volanti ,  mi piaceva proprio per questo, mi aspettavo di più e non l’arida adesione ad un idea bislacca che si potrebbe ribattezzare: come distruggere definitivamente la costa 2.0!!!.  A quanto pare, oggi si ripropone questo grosso errore di strategia urbanistica che coinvolge inevitabilmente il futuro della città, purtroppo sono stati avviati i lavori per il primo lotto.

Perchè non pensare ad un’alternativa? efficace logica e non invasiva. Un’ idea poteva essere quella di utilizzare parte delle aree delle FF SS, realizzando una strada per lo scorrimento dei tir, perlomeno fin quando il molo di Tremestieri sarà pronto ad accogliere l’intero traffico gommato. Una volta liberi dai tir, utilizzare le aree di cui sopra, per realizzare una metropolitana leggera, smorza traffico in città, e auspicabile collegamento con i villaggi e perché no, pensando in grande, con la provincia! Una visione aperta al futuro, un futuro adesso molto remoto, in cui Messina potrebbe divenire una città metropolitana, non solo di nome, invece di soccombere.

 L’ archeologia industriale, riutilizzo e recupero di aree industriali in disuso a servizio della comunità, è ormai un tipo di architettura datata nel resto d’Europa, sarebbe ora che anche Messina si allineasse con il resto mondo. La faida che c’è stata tra Comune di Messina , Regione, Ente Porto ha logorato inutilmente i cittadini e la città, anzi per la città è stata una rovina.

Come si può vivere in una città sul mare, con una posizione invidiabile e non approfittarne? Come si può guardare la Falce, soprattutto nei panni di un turista, per il quale le arcane dispute tipicamente siciliane sono incomprensibili, e considerarla un luogo inaccessibile??!!! Sarebbe inconcepibile in Puglia, voler vedere l’estrema  punta dello stivale a S.M. di Leuca e non poterlo fare perche le autorità Pugliesi sono in disputa, l’ accesso è negato e la zona semi-abbandonata. Per noi è storia! I pugliesi non sono certo dei pazzi , come lo siamo noi, considerato che il posto è una meta turistica ambitissima come tutto il salento. Loro sanno ben sfruttare, anzi è più corretto dire far fruttare, ciò che hanno, certo nonostante tutti i guai e le difficoltà , che da territorio meridionale si trovano ad affrontare come noi.

Avendo in mano una cartina con la mappa di Messina, la prima cosa che a un essere dotato di ragione viene in mente è: voglio arrivare sulla punta della falce, chissà come sarà bella quella zona e che panorama magnifico vedrò da lì!!   Poveracci, saranno molto sorpresi nello scoprire che non è accessibile, che per fare un bagno devono recarsi a S. Agata, in realtà anche solo per poter vedere il mare. In centro la vista è negata , tranne che per brevi scorci, l’ accesso impossibile! Come potrebbe mai capire uno straniero le logiche completamente distorte che impediscono lo sviluppo naturale di un lungomare chilometrico. Abbiamo km di costa adibita a discarica e invece potremmo avere un lungomare tra i più belli del mondo. Il mare siciliano è meraviglioso soprattutto il mare di Messina che di notte il luccichio dell’Italia di fronte fa sembrare un enorme lago. Consideriamo il mare melmoso e quasi sempre grigio di città come Pescara, Rimini , Riccione la triste Milano marittima, mete turistiche balneari rinomate per la loro capacità di far fruttare quel poco e farlo diventare un punto di forza, un molto. Noi abbiamo sprecato quel molto che la natura ci ha dato e fatto diventare un poco, un postaccio inaccessibile e degradato. Al momento possiamo solo considerarci un fallimento e forse lo siamo.

Sarah Cerreti