Marco Olivieri (ME): “A proposito di Accorinti, condivido questa riflessione di mia moglie Daniela Caccamo”

"IN RISPOSTA, AD ALCUNI COMMENTI SU FB DA PARTE DI CHI HA PERSO"

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Marco Olivieri, cittadino di Messina, scrive: “a proposito di Accorinti, condivido questa riflessione di mia moglie Daniela Caccamo in risposta ad alcuni commenti su Fb da parte di chi ha perso”.

“Per dovere di cronaca, di gente in piazza e in giro ad acclamare De Luca se n’è vista parecchia. Probabilmente la composizione di questa massa di gente era in buona parte diversa da quella di 5 anni fa ma io inviterei a una maggiore laicità di giudizi. Mi rendo conto che sull’onda emotiva della sconfitta questo non sia facile ma due domande in più me le farei sul perché De Luca abbia riscosso questo trionfo. E sul perché Accorinti abbia perso tantissimi consensi”.

“O preferite pensare che tutti quelli che non vi appoggiano siano ciechi, ottusi, incapaci o, peggio, che abbiano il male dentro? Va bene che i panni sporchi si lavano in famiglia e l’autocritica non deve essere di necessità spammata su Fb, ma prendere atto dei propri errori dovrebbe, quanto meno, indurre a una posizione di silenzio, osservazione e ascolto. Forse proprio l’ascolto di quei concittadini, contro i quali ora alcuni si scagliano, poteva e doveva essere la cifra stilistica di un Governo di cambiamento”.

“Se la gente non la liberi dalla disperazione e dal bisogno non puoi pretendere che voti liberamente o in maniera -illuminata-, per dirla con certi intellettuali d’antan. L’azione politica a questo deve puntare, e certo è un obiettivo a lungo termine. Ma se questo era il vostro intendimento e non è stato riconosciuto dai cittadini, che in larghissima misura vi hanno negato l’apertura di credito sulla fiducia, ci sarà pure stato un difetto di comunicazione o rappresentanza o progettualità di cui occorre che prendiate atto una buona volta, o no? La retorica delle perle ai porci, dell’aristocratico (nel senso letterale del termine) incompreso dalla plebaglia non ci porta un metro più avanti nella comprensione di come questa città debba riprendere vita”.