Messaggio non cifrato, non allusivo di MessinAccomuna

"A DE LUCA SINDACO DI MESSINA"

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Rispondono così, dal sodalizio MessinAccomuna, composto da ex ammininistratori della Giunta Accorinti, a De Luca primo cittadino di Messina: “è triste e alla lunga noioso che un sindaco reagisca con rabbia, mandi a quel paese i suoi amministrati, tratti con turpiloquio i suoi dipendenti, magari pensando di attirare consenso”.

Il sindaco la smetta di strombazzare parole vuote e aggressive dalla propria pagina fb – dove campeggia la bandiera di Forza Italia (ma come… non era quello fuori dai partiti, dalle consorterie e dalle lobby…?) – e resti ai fatti: “un’indagine realizzata da un Centro studi indipendente e non locale assegna a Messina la maglia nera della spesa per il Masterplan”.

“Il suo assessore in una intervista televisiva (senza domande) non smentisce una virgola, non dà una cifra e si limita a dire che -non è vero-, salvo poi affermare che c’è stata riprogettazione dei fondi e che il Governo ha rinviato la scadenza di un anno perché un po’ tutti in Italia, e non solo Messina, sono in ritardo. Un Laboratorio di partecipazione civica, preoccupato per la Città, chiede che il Consiglio Comunale agisca nelle sue prerogative (cosa fino a questo momento realizzata con troppa parsimonia). Il sindaco, prima di dare (in sedi e forme poco appropriate) il punto di vista dell’Amministrazione allude, sbeffeggia”.

Parla di TSO, di -quel paese-, e simili amenità. La più elementare educazione (-normale- e istituzionale-) prevede invece che:
1) ai cittadini (ma anche ai lavoratori, alle istituzioni, ai giornalisti, ai migranti, agli LGBT+, …) si risponde senza arroganza e con la consapevolezza che il sindaco è al loro servizio, non viceversa;
2) se volesse proprio prendersela con qualcuno, potrebbe nel caso specifico tirare le orecchie alla sua assessora, che col microfono a disposizione e senza alcun contraddittorio da parte del giornalista, ha balbettato informazioni incomplete, smozzicate e senza l’unico contenuto dovuto… i soldi effettivamente spesi;
3) il contraddittorio politico non è l’occasione per dimostrare chi è più arrogante o chi sa insultare meglio l’altro (si rassereni… non riceverà questa soddisfazione), ma per rendere conto ai cittadini, con serenità ed educazione, di ciò che si sta facendo al servizio della Città;
4) il sindaco riprende una nota della sua assessora in cui si cita un fantomatico -Ministero di Sviluppo- (esistono un -Ministero dello Sviluppo Economico- e una -Agenzia dello Sviluppo e della Coesione-, presso il Ministero per il Sud), che avrebbe lodato Messina per la spesa sul Masterplan effettuata nel secondo semestre 2018… dunque sui progetti definiti e attivati dalla precedente Amministrazione.

“Ma il sindaco che vuole cancellare il progetto del Palagiustizia senza una motivazione di interesse pubblico per portarlo lì dove non si puo’ costruire (glielo hanno scritto i suoi stessi uffici), spendendo di più e senza un progetto, il sindaco che non partecipa ai Protocolli e ai Patti di trasparenza, pur benedetti dalla Regione, il sindaco che non discute col Consiglio le cifre del riequilibrio finanziario, imponendo sacrifici inutili ai cittadini, ascolterà con umiltà e semplicità questi consigli? Lo speriamo”.

“E sperando che i nostri auspici non siano nuovo motivo di insulto, continueremo a vigilare sull’azione amministrativa, senza problemi e senza timori. È la democrazia: si basa sul dialogo e sulla partecipazione e non prevede risposte arroganti e volgari. #luiilsindacolosafare? #masterplan #messinaccomuna #parolealvento”.