Pietro Crisafulli (CT): “Lei, ha ucciso Mimmo” [Video]

L'ATTESA DI GIUSTIZIA, STA UCCIDENDO I SUOI FAMILIARI

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Nell’ambito della vicenda, costata la vita al suo giovane figlio Domenico (detto Mimmo), Pietro Crisafulli, chiede per lui Giustizia. Lo fa, con una manifestazione di volontà significativa, ovvero quella di incatenarsi in piazza Verga innanzi il Palazzo del Tribunale di Catania, dove si trova tutt’ora.

Questa è la storia di Pietro, dei suoi familiari e di Mimmo, ucciso da una signora che conduceva la propria automobile (una Smart), la sera del 6 marzo 2017 a Barriera. La Procura etnea, decise di aprire un fascicolo d’indagini. A distanza di un anno, l’Ufficio giudiziario decise di archiviare tutto.

A parere di papà Pietro, ciò sarebbe accaduto sulla base di una perizia effettuata dal Consulente Tecnico d’Ufficio (un ingegnere ingegnere civile). Un elaborato peritale, attraverso il quale la responsabilità del sinistro sarebbe stata addebitata alla giovane vittima.

Come viene confermato da alcune indiscrezioni, cioè la pubblicazione su Facebook ad opera di Pietro Crisafulli, di video che ritrarrebbero la vettura investitrice, non arrestatasi al segnale di Stop presente sull’arteria stradale, non vi sarebbero dubbi sulla reale dinamica dei fatti mortali. La guidatrice, avrebbe solo rallentato, ma non si sarebbe fermata.

Crisafulli, fa menzione dell’articolo 145 comma 5 del Codice della strada, ricordando che nello stesso viene evidenziato: “i conducenti sono tenuti a fermarsi in corrispondenza della striscia di arresto, prima di immettersi nella intersezione, quando sia così stabilito dall’Autorità competente ai sensi dell’articolo 37 e la prescrizione sia resa nota con apposito segnale”.

E lui il padre, conclude: “con questa archiviazione mio figlio è stato ucciso per la seconda volta, non mi rassegno al questa ingiusta decisione presa dalla magistratura”.