Paolo Manfrè: “Pensieri di un papà

UNA LETTERA, TRATTA DALLA PAGINA FACEBOOK: "ALIENAZIONE C'E' CHI DICE NO"

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“Ho trascinato la mia vita in strade desolate e buie, ho abbattuto muri, spezzato catene, ho scavato dentro me stesso e toccato il fondo… ho fatto mia la notte ascoltandone i silenzi, assaporandone la solitudine, lasciandone traboccare i pensieri fino a sommergermi, ho vissuto ingiustizie e privazioni, ho speso tutte quante le mie lacrime e vagato tra i ricordi al ritmo di un cuore frenetico, ho imparato a -vivere- il dolore, a gestire la paura e trasformarla in coraggio, ho imparato ad ascoltare il nulla, a non dormire senza impazzire, a mangiare nella carta come i gatti, a cancellare il Natale, la Pasqua e le feste tutte, ho imparato ad abbracciarmi da solo per fermare il mio corpo che trema, a guardare in faccia le crisi di panico che ti assalgono vigliaccamente senza un preavviso”.

“Ho imparato a fare tutto questo per te, solo per te… con gli occhi bagnati ma dignitosi, la testa alta sempre un po’ di più… perché non sono io che devo provare vergogna, sono stato buttato in mezzo ai lupi, ma vi garantisco che ne uscirò da capo branco e se mi vedrete indietreggiare sarà solo per prendere la rincorsa, forse non ne uscirò da -vincitore-, ma sarò sempre un combattente, fino a quando non spezzerò anche le tue di catene, fino a quando tutti i figli torneranno liberi di avere due genitori anche dopo la separazione, fino a quando un sistema vergognoso non cadrà su chi l’ha costruito e su tutti quelli che lo alimentano. I BAMBINI NON SI TOCCANO”.