Roberto Occhiuto, Presidente della Regione Calabria ha deciso di dimettersi dal suo incarico: il governatore calabrese ieri, ha annunciato la sua decisione in un Video pubblicato sul suo omonimo Profilo di… www.instagram.com!
L’origine delle dimissioni di Occhiuto, affonda le radici alla giornata dell’11 giugno 2025 quando i militari della Guardia di finanza gli notificarono un avviso di garanzia nell’ambito di un’inchiesta condotta dai magistrati della Procura della Repubblica di Catanzaro.
L’accusa principale riguarda rapporti personali, politici e affari tra Occhiuto e alcune figure della Calabria e si traduce nella contestazione nei suoi riguardi di ipotesi di reato integranti il reato di Corruzione.
Il nome di maggiore rilievo coinvolto nella Indagine è Paolo Posteraro, ex socio di Roberto Occhiuto e oggi capo di segreteria della sottosegretaria Matilde Siracusano, compagna di Occhiuto. Tra gli altri indagati figurano anche Ernesto Ferraro, presidente di Ferrovie della Calabria, anch’egli ritenuto vicino al governatore.
La reazione di Occhiuto l’11 giugno 2025
“Non avrei mai pensato di dover condividere con voi una notizia di questo genere. Per la prima volta nella mia vita ho ricevuto un avviso di garanzia, mi dicono nell’ambito di un’inchiesta più ampia, che coinvolgerebbe più persone”.
“Ho ricevuto un avviso di garanzia – aggiunge – per corruzione. A me? Che in questi anni ho gestito la Regione con un rigore assoluto, che non ho fatto mai niente che si avvicinasse pure lontanamente a un’ipotesi di corruzione. Solitamente si dice ‘sono sereno, confido nella magistratura’. Sono sereno un piffero non sono sereno, perché essere iscritto nel registro degli indagati – anche a mia tutela, come mi dicono – per me è una cosa infamante: è come se mi avessero accusato di omicidio. È una cosa inverosimile che io possa essere avvicinato a una ipotesi anche lontanamente vicina alla corruzione”.
“Ma io – prosegue – non faccio come quelli che quando passano dall’altra parte cambiano opinione. In questi anni ho detto ai magistrati e agli inquirenti che in una Regione come la Calabria bisogna indagare, indagare, sempre indagare fino in fondo. Fate la stessa cosa: indagate, indagate, indagate col massimo rigore, controllatemi tutto, perché io non ho fatto nulla di male. E anzi, ho chiesto oggi stesso di essere interrogato dai magistrati, pure al buio, perché non so nemmeno quale circostanza mi viene contestata. Ho chiesto – conclude – di essere sentito al più presto perché per come mi sono comportato in questi anni non ho nulla da temere”.
Il recente interrogatorio di Occhiuto
A luglio 2025 è stato effettivamente interrogato per circa cinque ore dai pm di Catanzaro e si disse soddisfatto del chiarimento fornito, confidando in una veloce archiviazione delle accuse.
Le parole di Occhiuto scelte per comunicare tutto
“Tra qualche settimana saranno i calabresi a decidere il futuro della Calabria, non altri”.
“Chi vorrebbe fermarle, la magistratura? No non ce l’ho con la magistratura. Non cambio idea: ho sempre detto che in una Regione complicata come la Calabria i magistrati devono fare il loro lavoro serenamente. D’altra parte, io ho chiarito ogni cosa, non ho nulla da temere dall’inchiesta giudiziaria”.
“Penso di aver chiarito tutto e confido in una velocissima archiviazione” (aveva detto ai giornalisti all’uscita dalla Procura).
“Tutti questi politici di secondo piano, che in politica non hanno mai realizzato nulla per la Calabria in tanti anni. Ce l’ho con questi odiatori, con queste persone arrabbiate con la vita, che tifano per il fallimento della Calabria, che quasi sono contenti quando si parla male della Calabria. Ce l’ho con questi che utilizzano l’inchiesta giudiziaria come una clava per indebolire o per uccidere politicamente il presidente della Regione: non sarà così”.
Quindi dimissioni ed elezioni, per non farsi “uccidere” politicamente rimanendo impantanato in una situazione di stallo. Tuttavia, pur convinto che “non ci si debba dimettere per un avviso di garanzia”, Occhiuto spiega di dover fare i conti con la sua amministrazione dove adesso “nessuno si assume la responsabilità di firmare niente, tutti pensano che questa esperienza sia come quelle precedenti”.
“Negli ultimi 30 anni in Calabria, nell’ultimo anno o anno e mezzo di legislatura, i presidenti venivano coinvolti in un’inchiesta giudiziaria, poi magari venivano archiviati, finiva tutto quanto in niente, però venivano decapitati politicamente, e si fermava la legislatura. Anzi, per un anno si parlava soltanto di questo”.
“La Calabria non se lo può consentire perché la Regione ha avviato un percorso che finalmente la sta facendo diventare una Regione che non è più in ginocchio rispetto alle altre Regioni d’Italia”.
Ecco… la testimonianza sulla scelta di lasciare anticipatamente la Presidenza della Giunta Regionale da parte di Occhiuto, contenuta nel prefato filmato (che segue in basso) da lui diffuso sui Social Network.



