Ugo Forello (PA): “Nel ringraziare chi mi ringrazia, per l’egregio lavoro svolto in questo anno e mezzo”

"TENGO A PRECISARE QUANTO SEGUE"

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Lo scrive Ugo Forello, componente della compagine dei grillini al Comune di Palermo dopo le sue critiche avanzate al vice premier e capo politico del sodalizio Luigi Di Maio, per le gravi espressioni da quest’ultimo rivolte ai cronisti: “nel ringraziare chi mi ringrazia per l’egregio lavoro svolto in questo anno e mezzo, tengo a precisare quanto segue”.

“Le modalità che avrebbero portato alla sostituzione del capogruppo, qualora fossero confermate, determinerebbero, purtroppo, una frattura inaccettabile in un percorso di condivisione e rispetto delle più elementari regole di convivenza, tanto in Consiglio comunale quanto nel MoVimento 5 Stelle”.

“La circostanza che si sarebbe svolta una riunione -carbonara- senza la partecipazione dell’attuale capogruppo e di un altro componente del Consiglio comunale M5S, Giulia Argiroffi – che avrebbe dovuto sostituirmi alla conclusione della sessione bilancio – mina la fiducia dei cittadini e attivisti che credono ancora nei principi di trasparenza e legittimità. Tutto ciò rappresenterebbe un gravissimo sgarbo politico e istituzionale che, guarda caso, sarebbe avvenuto all’indomani di una mia presa di posizione sulle polemiche e attacchi indifferenziati ricevuti dai giornalisti. Non vorrei pensare ad un’azione di epurazione e sanzionatoria volta a impedire a ciascuno di noi, nel rispetto dei ruoli e funzioni, a esprime un libero pensiero”.

“Rimango capogruppo fin quando non si svolgerà una riunione regolare e legittima fra i cinque consiglieri comunali di Palermo, gli unici che hanno il potere di decidere se, quando e come sostituire il capogruppo. Fino a prova contraria e salvo che la decisione presa all’unanimità in una preedente riunione del Gruppo verrà confutata da tutti, quando rassegnerò le dimissioni a sostituirmi sarà la cons. Giulia Argiroffi”.

“Non vorrei che dietro tutto ciò ci sia la mano dei vertici del Movimento, certo è un fatto notorio che quello che (allo stato illegittimamente) verrebbe indicato come capogruppo è persona di fiducia e legata a doppio mandato con il deputato all’Ars, Giancarlo Cancelleri, e il deputano nazionale, Adriano Varrica. Rimango al mio posto a difendere la possibilità di dissentire e criticare nel rispetto di tutti, in un percorso di apertura e confronto perché tutto ciò costituisce l’essenza della democrazia”.