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Ancora anziani nel mirino di truffatori senza scrupoli: una signora di 99 anni, residente a Santa Domenica Vittoria, nei giorni scorsi è stata contattata da due giovani catanesi che, fingendosi carabinieri, le hanno chiesto di consegnare denaro e gioielli come “cauzione” per un incidente provocato dalla nipote

PROVVIDENZIALE È STATO L’INTERVENTO DEI VICINI DI CASA E DI UN PARENTE, CHE SI SONO ACCORTI IN TEMPO DI QUANTO STAVA ACCADENDO E HANNO AVVISATO I CARABINIERI: I MILITARI SONO ARRIVATI RAPIDAMENTE SUL POSTO, MA I DUE TRUFFATORI, NOTANDO LA PATTUGLIA, HANNO ABBANDONATO IL BOTTINO DI 1.000 EURO CHE STAVANO PER RICEVERE DALLA VITTIMA E SONO FUGGITI A BORDO DI UN’UTILITARIA A NOLEGGIO

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Testo…, tratto da… www.messinatoday.it!

Ancora anziani nel mirino di truffatori senza scrupoli: una signora di 99 anni, residente a Santa Domenica Vittoria, nei giorni scorsi è stata contattata da due giovani catanesi che, fingendosi carabinieri, le hanno chiesto di consegnare denaro e gioielli come “cauzione” per un incidente provocato dalla nipote.

Provvidenziale è stato l’intervento dei vicini di casa e di un parente, che si sono accorti in tempo di quanto stava accadendo e hanno avvisato i Carabinieri: i militari sono arrivati rapidamente sul posto, ma i due truffatori, notando la pattuglia, hanno abbandonato il bottino di 1.000 euro che stavano per ricevere dalla vittima e sono fuggiti a bordo di un’utilitaria a noleggio.

Ne è scaturito un inseguimento durante il quale hanno anche rischiato di investire un Carabiniere che aveva tentato di fermarli. Allertati, quindi, tutti i Comandi limitrofi, gli investigatori dell’Arma delle due province hanno subito bloccato tutte le possibili vie di fuga dei malviventi, che correndo sulla SS116 hanno tentato di attraversare il viadotto Alcantara imboccandolo a folle velocità.

Loro malgrado, a un passo dalla fine del ponte, venivano però raggiunti dall’Aliquota Operativa della Compagnia di Randazzo, che riuscivano a bloccarli, costringendoli a fermarsi e a scendere dal mezzo. I due, quindi, sono stati così messi in sicurezza e perquisiti, ma non veniva trovata traccia di denaro o gioielli, evidente segnale che i numerosi tentativi di truffa erano rimasti tali.

Ciononostante, dai dispositivi cellulari in loro possesso, gli investigatori del Nucleo Operativo hanno potuto rilevare messaggi e movimenti, che supportavano l’ipotesi degli investigatori sul loro pieno coinvolgimento nei vari tentativi di truffa segnalate per tutta la mattinata in quell’area.

La loro partecipazione alla commissione dei reati, poco dopo però, è stata inoltre confermata dal riconoscimento da parte delle vittime e dei testimoni.I due giovani catanesi quindi, sono stati denunciati a piede libero per i reati di tentata truffa continuata, in concorso, e di resistenza a pubblico ufficiale.