Articolo…, tratto da… www.primapagina.tv… scritto da Giada Giunti!
“Appena è arrivato con il pulmino dei diversamente abili (pagato dalla mamma) gli siamo andati tutti incontro, non l’ho fatto scendere con la piattaforma (è su una carrozzina), me lo sono preso in braccio e l’ho portato in casa, eravamo strafelici, lui era felicissimo, sereno, rilassato, si è fatto coccolare per ore ed ore… uno dei momenti più belli è quando è entrato a casa”. Queste le parole di mamma Patrizia che ci ha raccontato del primo giorno in cui il figlio Carlovittorio è ritornato a casa dopo 2 anni e mezzo… è il racconto della mamma in un “qualunque” martedì sera sola a casa senza suo figlio, per il quale è stato deciso il rientro a casa per tre giorni alla settimana.
Mamma e figlio comunicano con il loro amore, con il loro sesto senso e con “una comunicazione alfabetica, scrive con una tastiera del computer”, aggiunge Patrizia Tibaldo.
Ci eravamo occupati del caso di Carlovittorio durante la conferenza stampa alla Camera dei Deputati indetta dalla deputata Stefania Ascari (m5s) il 20 aprile scorso. Avevamo ascoltato la voce struggente, piena di dolore, ma con forza e determinazione della mamma Patrizia che era determinata a riportare a casa suo figlio, un figlio che ha curato, ma soprattutto ha amato per tutti i suoi 20 anni. Carlovittorio allontanato dai genitori, in particolare dalla mamma con la quale viveva, ad agosto del 2021, viene collocato in una RSA (per adulti) sulla base di una denuncia sporta da alcuni parenti per “ipercura e per non aver accettato la disabilità del figlio. E’ tanto ovvio che la denuncia sia stata archiviata nel procedimento penale, quanto tanto assurdo sia la motivazione dell’allontanamento.
Noi che conosciamo e documentiamo costantemente da anni storie drammatiche del genere non ci meravigliamo più, perché sono drammi che ormai sono all’ordine del giorno. Genitori, ma soprattutto mamme accusate di essere “simbiotiche”, di avere un rapporto fusionale con i propri figli” se li vedono allontanare con metodi violenti, impiegate forze dell’ordine, curatori, tutori, assistenti sociali, responsabili delle case famiglia che si recano nelle scuole, negli ospedali, nelle case private, sul suolo pubblico per prelevare coattivamente i bambini che si disperano, urlano dal dolore per la violenza che subiscono per l’allontanamento dalla mamma.
Attorno al caso di Carlovittorio dopo l’interrogazione parlamentare “si è creata una rete fortissima da parte delle associazioni, da parte dei giornalisti, delle Istituzioni”, ci riferisce la Ascari raggiunta da Prima PaginaTv, come pure il caso è andato in onda più volte nel programma televisivo “Storie Italiane” condotto da Eleonora Daniele che ha preso a cuore anche questo dolorosissimo caso. Carlovittorio ha rischiato la vita, ma dopo una grandissima mobilizzazione è stata salvato da possibili eventi nefasti e riportato a casa dalla mamma, per ora solo tre volte alla settimana.
Ero presente in conferenza alla Camera, ho seguito il caso, ma soprattutto ho guardato negli occhi mamma Patrizia. Come pure si sono attivati molti giornalisti, come l’Agenzia di stampa Dire sempre presente da anni per casi simili, ricordiamo lo speciale dell’inchiesta “mamme coraggio”, promotrice e responsabile Silvia Mari. L’avvocato Carlo Priolo, pur non essendo il legale di fiducia della famiglia, ha inoltrato immediatamente una segnalazione alle più alte Autorità ed a tutti i tribunali d’Italia.
“Tutta l’Italia deve sapere – ha detto Priolo – cosa accade ai bambini in questo Paese, Carlovittorio è uno dei tanti – osserva – io per primo sono un «disabile» come lui”.
Ricordiamo che Carlovittorio aveva perso 20 chilogrammi dopo l’allontanamento dai genitori, poi recuperati 10 ed oggi un altro chilogrammo e mezzo in tre giorni appena tornato dalla mamma. Arrivare “prima” a volte salva la vita.
Carlovittorio è stato salvato, ma ricordiamoci che casi simili sono numerosissimi, come accertato anche dalle due Commissioni parlamentari d’inchiesta alla Camera ( Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività connesse alle comunità di tipo familiare che accolgono minori) ed al Senato (Commissione sul femminicidio nonché su ogni forma di violenza di genere).
L’interrogazione parlamentare presentata dalla deputata Stefania Ascari ed indirizzata al Ministro della Giustizia Carlo Nordio era volta a far “cessare immediatamente ulteriori atti pregiudizievoli e dannosi per la salute di Carlovittorio, e che venissero mandati gli ispettori per valutare responsabilità disciplinari degli operatori che hanno gestito il caso” aggiunge la Ascari che abbiamo raggiunto al telefono.
“Ci sono tanti Carlovittorio – persegue la deputata che pur non avendo patologie così gravi” vengono ugualmente strappati ai propri genitori o alla propria mamma. In questi casi non c’è stata una “risonanza mediatica così forte perché si tende a normalizzare la violenza istituzionale”.
Dobbiamo continuare a parlare di questi casi e renderli noti e fare questo lavoro di rete fortissimo attorno per segnalare qualora vi siano delle ingiustizie, in modo da intervenire e evitare che possano continuare drammi del genere e soprattutto prevenire che altri bambini possano essere allontanati in violazione di legge, sottolinea la deputata.
L’avvocato Laura Andrao, il legale della mamma
Abbiamo ottenuto il rientro a casa di Carlovittorio per tre giorni alla settimana, con una infermiera per tre ore al giorno, spese sostenute interamente da Patrizia, come pure il pulmino che lo porta a casa e riporta in struttura. Patrizia spende circa 1.500 euro al mese per questi tre giorni, ci informano mamma ed avvocato. Adesso ci auguriamo il rientro definitivo, lavoriamo per questo. A fine giugno si terrà un’ulteriore udienza nella quale verrà valutata l’attuale condizione di Carlovittorio con la mamma, conclude la Andrao.
Trascorsi i tre giorni contornati di coccole, affetto e felicità, il ragazzo deve fare rientro in struttura ed “è un nuovo trauma”, racconta la mamma ancora molto addolorata e provata. “Mi dice vieni con me se proprio devo andare via” continua Patrizia che con il cuore devastato deve nuovamente separarsi dal figlio per ottemperare a quanto deciso.
La mia priorità è lui, ho scelto lui, sto bene con lui e sono contenta se migliora e sta bene, io lo voglio con me, lo voglio completamente”, afferma mamma Patrizia.
“Stai con me”, l’accorato appello del figlio ci racconta Patrizia e lei stessa desidera solo ed unicamente lui. Noi speriamo che Carlovittorio ritorni per sempre dalla sua mamma. Allora potremmo dire che un minimo di giustizia è stata fatta, dopo tanto, tanto ed “inutile” dolore.


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