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‘Assicurare anche davanti alla nuova Garante che ogni assistente sociale lavora nel superiore interesse delle bambine e dei bambini – e che, se dovesse sbagliare non sarà l’Ordine a proteggerlo, ma semmai un tribunale a condannarlo – è quello che abbiamo fatto nel primo incontro con Marina Terragni, Autorità garante per l’Infanzia e l’adolescenza’

LO SI RIFERISCE, IN UN ARTICOLO PUBBLICATO NEI GIORNI SCORSI NEL SITO INTERNET WWW.CNOAS.ORG, AFFERENTE AL 'CONSIGLIO NAZIONALE DELL'ORDINE DEGLI ASSISTENTI SOCIALI

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‘Assicurare anche davanti alla nuova Garante che ogni assistente sociale lavora nel superiore interesse delle bambine e dei bambini – e che, se dovesse sbagliare non sarà l’Ordine a proteggerlo, ma semmai un tribunale a condannarlo – è quello che abbiamo fatto nel primo incontro con Marina Terragni, Autorità garante per l’Infanzia e l’adolescenza’. Lo si riferisce, in un Articolo pubblicato nei giorni scorsi nel sito Internet www.cnoas.org, afferente al ‘Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali.

Così prosegue il testo diffuso:

  • ‘un colloquio non protetto dalla diplomazia istituzionale, ma franco e intenso durante il quale abbiamo rinnovato le nostre richieste di intervento legislativo per formare le e i migliori assistenti sociali del futuro capaci di affrontare il mondo che cambia. E ancor più il mondo delle persone di minore età esposte più di altre a solitudini e innovazioni non sempre benevole nei loro riguardi’;
  • ‘alla dottoressa Terragni abbiamo elencato i passi avanti di questi anni e la collaborazione con le Autorità che l’hanno preceduta con la realizzazione di protocolli, scaduti, anche con la polizia di Stato per i diritti e i bisogni di bambine e bambini, ragazze e ragazzi: “Disponibili e pronti al confronto e alla collaborazione – dice la presidente Barbara Rosina che insieme alla consigliera segretario, Erika Tognaccini, referente dell’area minori ha incontrato la Garante – Con la certezza di cercare di scavalcare ogni giorno, come professione, ostacoli che altri hanno messo davanti alle persone lasciate spesso sole e in difficoltà. Il rinnovo dei protocolli sia l’occasione per fare, insieme, passi avanti davvero nell’interesse delle persone di minore età, tutte e delle loro famiglie, tutte”’.