Articolo… tratto, da www.gazzettadelsud.it!
Gli hanno «impedito» di partecipare ai test del semestre filtro della facoltà di medicina: ma Raffaele Costa, 19 anni, ha presentato un ricorso al Tar di Catania e il Tribunale amministrativo regionale siciliano ha stabilito che il giovane avrebbe avuto il diritto di partecipare ai test del semestre filtro della facoltà di medicina perché l’ateneo di Messina non gli avrebbe riconosciuto tutte le presenze a causa di un problema informatico.
«Con il mio legale Giuseppe Saya abbiamo deciso di presentare un ricorso al Tar e mi ha dato la possibilità di partecipare al test, che però non ho superato». Ma non finisce qui… perché Raffaele Costa è affetto da dislessia e discalculia.
E per gli studenti con queste patologie sono previste misure compensative e dispensative. Ma anche i cosiddetti «tutori» gli sarebbero stati negati durante il test: «Nel caso dello studente siciliano Raffaele Costa si è verificato un fatto più unico che raro – spiega l’avvocato Giuseppe Saya –
L’Università di Messina si è rifiutata nonostante la sua documentata patologia di concedergli gli ausili necessari per l’espletamento della prova e si è rifiutata di concedere come peraltro previsto dalla medesima normativa la reiterazione della prova in due appelli».
Raffaele Costa non si è arreso e il Tar di Catania con un decreto urgente lo ha ammesso con riserva alle lezioni del secondo semestre della facoltà di medicina fissando per l’11 marzo la trattazione collegiale sulla misura cautelare per poi entrare successivamente nel merito. Il decreto monocratico firmato dal presidente Pancrazio Maria Savasta e depositato il 12 febbraio accoglie l’istanza cautelare «nei limiti di cui in motivazione” e richiama espressamente la sussistenza di una situazione di “estrema gravità e urgenza» con riferimento al «pregiudizio relativo alla frequenza del corso di studio».
Per questo motivo il Tribunale amministrativo regionale siciliano ha disposto «la mera ammissione del ricorrente ad assistere alle lezioni sino alla definizione della fase cautelare in sede collegiale». «Non chiedo corsie preferenziali – spiega il giovane – e non cerco scorciatoie. Voglio solo che vengano rispettate le regole e che vengano riconosciuti i miei diritti. Ho un sogno: diventare un cardiochirurgo».


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