La notte scorsa…, si è spento all’età di 42 anni il messinese Giovanni Arigò, che rimase vittima di una esplosione nella sua fabbrica di fuochi d’artificio mentre stava lavorando al villaggio Bordonaro a Messina. Il quarantaduenne è morto alle 03.00…, al culmine di novembre giorni di agonia trascorsi tra l’immediato ricovero avvenuto il 04 luglio 2024 (cioè dal giorno del violento incidente) al Policlinico di Messina ed il successivo trasferimento al Centro Grandi Ustioni ‘Villa Scassi’ di Genova dove si trovava ricoverato in terapia intensiva e luogo nel quale è deceduto.
Arigò era stato trasferito nel Capoluogo ligure (dove fu possibile reperire l’unico Posto letto per la concomitante mancanza di posti disponibili in altri Centri) grazie a un aereo messo a disposizione dall’Esercito. L’uomo che aveva riportato il 90% delle ustioni sul corpo, oltre a fratture severe. Le spoglie…, resteranno ancora per qualche giorno presso il Nosocomio genovese. Lunedì prossimo invece, la salma dovrebbe fare rientro a Messina dove successivamente verranno celebrate le esequie..
Sui fatti accaduti…, i magistrati della Procura della Repubblica peloritana hanno aperto un Fascicolo d’indagine. Durante il rogo che si è propagato dopo l’esplosione, rimasero ferite anche la madre e la sorella di Arigò, entrambe intervenute per soccorrere il congiunto non appena udirono il boato.


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