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Lo SPI CGIL di Messina rappresentato dalla segretaria generale Pina Teresa Lontri, lancia l’allarme in una nota diffusa nelle ore scorse: “L’assenza di lavoro stabile per i giovani e la carenza di investimenti nei servizi pubblici stanno compromettendo la qualità della vita delle persone anziane, in particolare nei territori più fragili del Mezzogiorno”

SCRIVE COSÌ LA LONTRI: "NON SI TRATTA SOLO DI UNA PREVISIONE STATISTICA... I NUMERI DIFFUSI DALLA CGIA DI MESTRE PARLANO CHIARO, NEI PROSSIMI ANNI IL NOSTRO PAESE RISCHIA DI PERDERE MILIONI DI LAVORATORI... IN SICILIA E NELLA PROVINCIA DI MESSINA, QUESTO VUOTO SARÀ ANCORA PIÙ PROFONDO... UNA DINAMICA CHE HA GIÀ OGGI RICADUTE PESANTI SULLA QUOTIDIANITÀ DEGLI ANZIANI, NON SOLO ECONOMICHE, MA ANCHE SOCIALI E SANITARIE"

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Lo SPI CGIL di Messina rappresentato dalla segretaria generale Pina Teresa Lontri, lancia l’allarme in una nota diffusa nelle ore scorse: “L’assenza di lavoro stabile per i giovani e la carenza di investimenti nei servizi pubblici stanno compromettendo la qualità della vita delle persone anziane, in particolare nei territori più fragili del Mezzogiorno”.

Scrive così la Lontri: “Non si tratta solo di una previsione statistica… i numeri diffusi dalla CGIA di Mestre parlano chiaro, nei prossimi anni il nostro Paese rischia di perdere milioni di lavoratori… in Sicilia e nella provincia di Messina, questo vuoto sarà ancora più profondo… una dinamica che ha già oggi ricadute pesanti sulla quotidianità degli anziani, non solo economiche, ma anche sociali e sanitarie”.

Aggiunge la Lontri: “Il legame tra lavoro e diritti non riguarda solo chi oggi cerca un’occupazione… coinvolge anche chi ha lavorato per una vita intera. Se salta il ricambio generazionale, se mancano i giovani nei servizi pubblici, se i comuni non assumono, se le strutture sanitarie restano sotto organico, a farne le spese sono anche le pensionate e i pensionati”.

La Lontri specifica: “Più attese, meno assistenza, meno prossimità, più solitudine. E mentre si riduce il numero degli attivi, aumentano gli anziani soli, le persone non autosufficienti senza adeguato sostegno, le famiglie lasciate da sole a reggere un carico insostenibile. Un equilibrio fragile che sta già cedendo. In una provincia come la nostra, dove l’emigrazione giovanile è una costante, dove il lavoro è troppo spesso frammentato, mal retribuito o inesistente, la tenuta sociale è messa a dura prova”.

Sottolinea la Lontri: “E a pagarne il costo sono anche gli anziani… meno servizi, meno tutele, meno diritti. Lo SPI CGIL di Messina ritiene urgente un’inversione di marcia. Serve una politica che scelga chiaramente di investire nel lavoro pubblico, nella sanità territoriale, nell’assistenza domiciliare e nei servizi sociali. Bisogna ricostruire le reti di prossimità nei quartieri, nei paesi, nei borghi abbandonati. Non è una questione tecnica… è una scelta di civiltà. Senza lavoro stabile e dignitoso per le nuove generazioni, anche l’invecchiamento diventa un percorso più difficile, segnato dall’insicurezza e dall’isolamento”.

La referente sindacale conclude: “Parlare di giustizia sociale significa oggi costruire un ponte tra chi lavora e chi ha lavorato, tra chi è giovane e chi è anziano. Nessuna contrapposizione, solo un destino comune da salvaguardare. Anche per questo, nei referendum promossi dalla CGIL, in programma l’8 e 9 giugno, scegliamo sì per cambiare davvero, perché noi vediamo non solo un’occasione di difesa dei diritti del lavoro, ma anche un appello forte alla responsabilità collettiva… ricostruire un Paese che non lasci indietro nessuno. Perché non ci può essere futuro se a essere sacrificata è la generazione che ha costruito questo presente”.