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“Nel confronto politico sarebbe opportuno distinguere tra legittima dialettica e riscrittura opportunistica della storia recente: L’elezione dell’attuale Sindaco Basile è stata il risultato di una scelta politica esplicitamente rivendicata da De Luca come dimostrazione della propria forza elettorale”

LO HA RIFERITO OGGI, NEL PROPRIO OMONIMO PROFILO FACEBOOK, 'CARLOTTA PREVITI', L'EX ASSESSORA COMUNALE DELLA GIUNTA GUIDATA DAL 26 GIUGNO 2018 AL 14 FEBBRAIO 2022 DAL SINDACO DI MESSINA 'CATENO DE LUCA'

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“Nel confronto politico sarebbe opportuno distinguere tra legittima dialettica e riscrittura opportunistica della storia recente: L’elezione dell’attuale Sindaco Basile è stata il risultato di una scelta politica esplicitamente rivendicata da De Luca come dimostrazione della propria forza elettorale”. Lo ha riferito oggi, nel proprio omonimo Profilo Facebook, ‘Carlotta Previti’, l’ex assessora comunale della Giunta guidata dal 26 giugno 2018 al 14 febbraio 2022 dal sindaco di Messina ‘Cateno De Luca’.

Il testo diffuso dalla Previti prosegue così
“Un consenso trasferito, un mandato derivato e non maturato attraverso un percorso politico autonomo. È un fatto, non un giudizio. Ciò non mette in discussione la legittimità democratica dell’elezione, ma ne ristabilisce la proporzione politica. L’autorevolezza, infatti, non nasce per investitura: si consolida attraverso scelte autonome e mai eterodirette”.

“Diverso è il percorso dell’on. Matilde Siracusano, costruito su un radicamento autonomo e su atti concreti per il territorio fra cui la legge speciale per il risanamento delle baraccopoli con oltre 100 milioni di euro, il rilancio del Ponte sullo Stretto nell’agenda nazionale, i primi 20 milioni per la bonifica della Zona Falcata, il ruolo da Sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento che le ha consentito di facilitare iter normativi e tradurre interlocuzioni politiche in misure operative per il territorio”.

“Qui sta la differenza: tra chi interpreta un ruolo assegnato da altri e chi costruisce un percorso politico autonomo riconosciuto. Il confronto è legittimo. L’aggressività verso chi produce risultati, spesso, è solo il sintomo di una grande fragilità e identità politica. La memoria, in politica, serve esattamente a questo: a ricordare da dove si proviene”.