Testo… tratto da, www.gazzettadelsud.it!
Quarantuno giorni di silenzio: un silenzio spettrale che scandisce il tempo della scomparsa di Angelica Causil, transgender colombiana 28enne, di cui non si hanno più notizie dal 25 novembre scorso… il telefono cellulare risulta “spento o non raggiungibile” e l’ultimo accesso al whatssap risale alle 7,48 del 26. Poi più nulla. Gl’indumenti sono rimasti ben piegati nell’armadio dell’appartamento che condivideva da tempo con una connazionale in via Majorana, a Rende.
E nella cassettiera collocata in un angolo della camera da letto, posti con cura in piccole scatole sono stati ritrovati un orologio da polso al quale la sudamericana era particolarmente affezionata e tanti oggetti di bigiotteria che considerava i suoi “gioielli”. Diego Andres Causil Zabaleta – così venne registrata all’anagrafe dai genitori al momento della nascita nella terra di origine – è sparita senza fare le valigie e priva del passaporto. Nessuno che intenda allontanarsi volontariamente si muove sprovvisto d’un documento d’identità e almeno d’un ricambio.
Biancheria intima e vestiti sono invece rimasti intonsi e stirati nel piccolo appartamento della zona residenziale di Quattromiglia. Dentro il comodino, sotto una agenda piena di numeri di telefono, è stato invece rinvenuto il passaporto. E Angelica che ogni giorno chiamava la madre, rimasta a vivere dall’altra parte del mondo, a Valencia , città posta nel dipartimento di Cordoba, nel nord della nazione latino-americana, non ha telefonato ai congiunti neppure per fare gli auguri di buon Natale e felice anno nuovo.


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