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“Quousque tandem abutere, Basile, patientia nostra? Basile, la brutta storia dell’acqua non ce la BEVIAMO… revoca immediatamente l’ordinanza contingibile e urgente N°151/2024… in questo momento (in verità da mesi) l’acqua che arriva da Fiumefreddo e dalla Santissima è sufficiente”

LO DICE OGGI, SUL SUO OMONIMO PROFILO FACEBOOK, L'AVVOCATO MARCELLO SCURRIA, PROMOTORE DI 'PARTECIPAZIONE MESSINA'

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“Quousque tandem abutere, Basile, patientia nostra? Basile, la brutta storia dell’acqua non ce la BEVIAMO… revoca immediatamente l’ordinanza contingibile e urgente N°151/2024… in questo momento (in verità da mesi) l’acqua che arriva da Fiumefreddo e dalla Santissima è sufficiente”. Lo dice oggi, sul suo omonimo Profilo Facebook, l’avvocato Marcello Scurria, promotore di ‘Partecipazione Messina’.

Ecco come prosegue Scurria:

  • “l’emergenza è quella di fare chiarezza ed evitare pericoli. Nei giorni scorsi avevo sollecitato il Sindaco a revocare l’ordinanza che ha adottato a settembre 2024. Quella con la quale ha ordinato, in attesa dei controlli e del via libera dell’ASP di Messina, l’immissione dell’acqua proveniente da alcuni pozzi nell’acquedotto comunale”;
  • “a Messina, nel mese di settembre c’era una situazione di emergenza. Ad estremi mali estremi rimedi! Basile ha dovuto consigliare esclusivamente un uso igienico sanitario. Senza i previsti controlli l’acqua restava NON POTABILE. Poi l’emergenza siccità è finita ma con inusitata pervicacia e senza alcun ragionevole motivo il Sindaco non ha chiuso i pozzi”;
  • “oggi, dopo mesi di silenzio (Basile pensa sia un fatto privato la potabilità dell’acqua?), grazie all’attenzione e al lavoro del Comitato ‘Vogliamo l’acqua dal rubinetto’ (https://www.facebook.com/share/1AZPCimNEG/) che ringrazio, si scopre che due pozzi, quelli di Briga, sono stati chiusi”;
  • “chiusi senza alcuna comunicazione ai Cittadini. Chiusi senza rendere note le ragioni. I lavori negli altri pozzi non sono ancora finiti e l’acqua resta NON POTABILE. Basile non revoca l’ordinanza e si autodefinisce ‘un buon padre di famiglia’”;
  • “ma di questa ‘torbida’ vicenda è arrivato il momento di fare chiarezza. I Cittadini non posso continuare a vivere nell’incertezza. In gioco c’è la salute della collettività. L’acqua è un diritto, signor sindaco, dire tutta la verità è un obbligo”.