“Scrivo queste righe a titolo assolutamente personale: E’ giusto che io le scriva… e perciò le scrivo… dal 2010 il teatro ABC è una realtà, non solo catanese o siciliana, ma di livello nazionale”

LO HA SCRITTO IERI SUL SUO OMONIMO PROFILO FACEBOOK, 'ANTONELLO CAPODICI'... IMPRENDITORE TEATRALE DI CALTANISSETTA

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“Scrivo queste righe a titolo assolutamente personale: E’ giusto che io le scriva… e perciò le scrivo… dal 2010 il teatro ABC è una realtà, non solo catanese o siciliana, ma di livello nazionale”. Lo ha scritto ieri sul suo omonimo Profilo Facebook, ‘Antonello Capodici’… imprenditore teatrale di Caltanissetta.

Così prosegue il testo di Capodici:

  • “quando iniziò questo percorso, l’orizzonte distributivo di quasi tutti noi, era fare un paio di repliche in città e qualcun’altra fra Roccacannuccia e Montefranoso. Niente di più. L’immenso talento di Enrico Guarneri, giusto per dire la cosa più eclatante, era praticamente sconosciuto al di là di Villa San Giovanni. Oggi, Enrico è il protagonista che merita di essere. In Italia. Lo applaudono ogni sera, mentre sputa coraggio nel gilet di Ciampa, riconoscendogli una verità drammatica, almeno pari al suo genio comico. Da quell’inverno di fine decennio, la sua, la nostra Compagnia gira lo stivale… il Manzoni, la Sala Umberto, il Cilea, il Quirino, il Duse, il Sociale di Brescia. E cento altre piazze – piccole, medie, grandi, minuscole – da Pachino a Lugano. Questa Compagnia ha dato voce a Verga, a Sciascia, a Martoglio, a De Roberto, a Capuana, a Brancati. Si è fatta carne e sangue per l’immenso Pirandello”;
  • “nei mesi terribili della pandemia, ha registrato per TV2000 una ciclopica antologia di Autori e Testi che rimarrà a testimonianza per i decenni a venire. E, sempre in quei tragici giorni, dato una cattedra prestigiosa al Maestro Pippo Pattavina, perché potesse spezzare il pane della sua straordinaria conoscenza, in una stagione che sembrava avviarsi alla dimenticanza. Attorno a queste opportunità, hanno trovato spazio, e strumenti, e lavoro, e opportunità di crescita, personali e collettive, decine – se non centinaia – di professionisti. Opportunità senza le quali, parliamoci chiaro, nessun talento o bravura sarebbe mai emersa. Perché ( sempre per amor di chiarezza ) esistono ‘caste’ ed oligarchie, rigidissime ed esclusive, persino in un mondo di morti-di-fame come il nostro. Ed invece sono state lunghe, entusiasmanti stagioni”;
  • “ed ancor più lunghe ed entusiasmanti tournèe. In un’epoca nella quale neppure i teatri pubblici hanno il coraggio di viaggiare, né di rischiare, sia pur di qualche centinaio di chilometri. Ed io c’ero, quando si arrivava nei teatri ‘del Continente’, e spirava quel leggero profumo di diffidenza misto a scetticismo, ad irrorare i costumi di scena dei ‘siciliani’. Sguardi d’accondiscendenza… pittoreschi, inadeguati, esotici. Anacronistici ed arretrati. C’ero. E ci sono rimasto : fino a quando gli stessi sguardi sono diventati d’ammirazione. Molto presto, in verità. ‘Sono bravi. Sono i siciliani’. Hanno cominciato a dire, dalla stagione successiva in poi. Ed eravamo diventati, come si dice oggi abusando, un’eccellenza”.
  • “io c’ero dal 2010. E per questo posso raccontare i fatti. La verità dei fatti. Ed è la verità ‘dei fatti’ che – se non ci fosse stato Carlo Auteri (infinitamente prima che arrivasse ‘la Politica’) – tutto questo non ci sarebbe stato. L’imprenditore, Carlo Auteri. Questo è quanto. Il resto, agli altri. Com’è giusto che sia. Non credo che spetti a me giudicare, qui. Ci sono persone adatte, in luoghi adatti, per quello. Al massimo, esprimo un’opinione. Soprattutto quando non sono d’accordo con le opinioni degli altri. E penso che, se si sbaglia, si debba pagare. Ma solo nella misura dell’errore. Non nella presunzione di esso. Come si dice… ‘Amicus Plato, sed magis amica Veritas’. O no?”.