Testo…, tratto da… www.stampalibera.it!
Si è conclusa con l’accoglimento delle richieste di patteggiamento (lievemente modificate dalle difese per evitare la possibile preclusione in caso di identica riproposizione rispetto alle istanze a suo tempo rigettate dal gup) l’udienza davanti al collegio penale presieduto dal giudice Domenico Armaleo (e composto anche dai colleghi Rita Sergi e Giovanni Albanese) per i principali protagonisti del procedimento scaturito dall’inchiesta sul caso di corruzione elettorale legata ai lavori nel torrente Bisconte-Cataratti.
Le proposte di pena concordate sono quindi state ritenute congrue e accolte dai giudici del Tribunale: l’ex soggetto attuatore dell’Ufficio regionale per l’emergenza idrogeologica (ex consigliere comunale e candidato a sindaco di Messina per il centrodestra) Maurizio Croce ha concordato la pena a 3 anni 7 mesi e 10 giorni; l’ex direttore generale dell’Arpa, amico e collaboratore di Croce, Francesco Vazzana è stato condannato a 3 anni di reclusione convertiti in lavori socialmente utili (la modifica in questo caso è stata l’esclusione della esenzione dalle pene accessorie; esenzione che invece in origine era prevista nell’accordo).
I magistrati del Tribunale hanno revocato la misura cautelare per Vazzana ed anche per Croce, quest’ultimo ai domiciliari da 8 mesi (accogliendo per quanto riguarda Maurizio Croce, su parere favorevole dei pm Marco Accolla e Liliana Todaro, la richieste avanzata dal legale Bonni Candido). I giudici hanno disposto la loro immediata liberazione.
Due anni (pena sospesa) la condanna concordata invece per l’imprenditore ed ex sindaco di Maletto Giuseppe Capizzi; stessa pena per Rossella Venuti 2 anni (pena sospesa e sanzione accessoria). Anche qui, come per Vazzana, in origine era prevista l’esenzione della pena accessoria. Hanno difeso gli avvocati Candido, Biondo, Gullino, Passanisi, Rosso e Piazza.
Le richieste della Procura
Queste erano state le richieste di patteggiamento che, a suo tempo, avevano avuto il consenso dei sostituti procuratori Liliana Todaro e Marco Accolla che hanno condotto l’inchiesta della Guardia di Finanza: 3 anni e 6 mesi per Maurizio Croce, l’ex soggetto attuatore dell’Ufficio regionale per l’emergenza idrogeologica e imputato principale del processo; 2 anni per l’imprenditore e “gola profonda” Giuseppe Capizzi, 3 anni per l’ex direttore generale dell’Arpa Sicilia Francesco Vazzana e 2 anni per Rossella Venuti.
A luglio la giudice per le indagini preliminari Arianna Raffa aveva rigettato le proposte ritengono le pene non adeguate ai fatti contestati.
L’unico patteggiato che era stato accolto era stato quello che interessava Emanuele Capizzi (otto mesi), amministratore del Consorzio Progettisti Costruttori, la Società che aveva ricevuto l’incarico di lavorare sul torrente.
I Processo ordinario
Per tutti gli altri il Processo in ordinario prosegue il 28 gennaio prossimo. Corruzione, finanziamento illecito ai partiti, truffa e tentata truffa le accuse contestate a vario titolo.
L’indagine: le confessioni di Capizzi
Al centro dell’indagine condotta Guardia di Finanza le rivelazioni dell’imprenditore brontese ed ex sindaco di Maletto Giuseppe Capizzi, la cui ditta vinse l’appalto per mettere a posto le cose nel torrente Cataratti-Bisconte, ma che secondo l’accusa e le sue stesse dichiarazioni si prodigò per tutta una serie di “favori extra” richiesti proprio da Croce anche durante la sua campagna elettorale a sindaco. L’indagine aveva preso il via a seguito di un controllo disposto dal prefetto presso il cantiere di “riqualificazione ambientale e risanamento igienico dell’alveo del torrente Cataratti-Bisconte e opere varie nel Comune di Messina”.
Dalle indagini emerse che si sarebbe stato un rapporto privilegiato, consolidatosi nel tempo, tra il vertice della struttura commissariale e il rappresentante legale dell’impresa esecutrice dei lavori. Alla fine sono stati in quattordici ad arrivare davanti al giudice per le udienze preliminari: 13 persone fisiche e poi una ditta, la S.C.S. Costruzioni Edili srl di Maletto, della famiglia Capizzi.
La gup Simona Finocchiaro, dopo aver separato quanti avevano chiesto di patteggiare, aveva disposto il rinvio a giudizio per quanti avevano deciso di proseguire con l’ordinario. In particolare si tratta dell’imprenditore Rosario Arcovito, il geometra Antonino Cortese, Giovanni “Enzo” Cucchiara, Francesco Di Maio, Giuseppe Francesco Mazzeo, Giovanni Pino, Giuseppe Vaccarino. Sono assistiti dagli avvocati Nunzio e Franco Rosso, Piero Pollicino, Andrea Fares, Giuseppe Lo Presti, Corrado Rizzo e Carmelo Peluso.


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