Il segretario nazionale della Cgil, Maurizio Landini, questa mattina a Messina

PER FARE UN BILANCIO SULLA CITTÀ

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“Per contrastare la fuga di giovani nel Mezzogiorno si deve dare la possibilità a tutti di realizzarsi attraverso il lavoro. Per questo serve un piano straordinario di investimenti, sia sul piano delle infrastrutture materiali come strade e ferrovie, sia sul piano delle infrastrutture sociali come asili, scuole, ospedali”. A dirlo Maurizio Landini segretario generale nazionale dell Cgil a Messina durante il convegno organizzato dal sindacato dal titolo “Creare nuovo lavoro e sviluppo nel territorio e bloccare la fuga dei giovani” organizzato al Royal Palace Hotel.

“Allo stesso tempo – aggiunge Landini – serve una seria politica industriale che metta al centro la salvaguardia dell’ambiente e l’idea di una riconversione ecologica dei sistemi produttivi. Credo sia questo il modo per affrontare la situazione e su questo serve anche un ruolo del governo anche nei rapporto con l’Europa. Serve infine che gli imprenditori riprendano a fare investimenti nel nostro paese”

“Ci auguriamo che con l’incontro che domani avremo con la presidenza del consiglio si possa aprire una discussione nuova per definire una legge di stabilità ma anche un programma di legislatura che affronti i temi che da mesi stiamo sostenendo”. “E’ chiaro – prosegue Landini – che noi andiamo lì con la piattaforma sindacale che in questi mesi abbiamo sostenuto e che è la stessa che abbiamo presentato al governo precedente. Cambia il governo ma non la nostra piattaforma, le richieste sono sempre quelle vediamo se si apre strada nuova. Sicuramente ci aspettiamo che finalmente i governi capiscano che per cambiare il paese c’è bisogno di ripristinare un confronto vero con le associazioni e le organizzazioni che rappresentano i lavoratori e lavoratrici e le imprese. Non abbiamo governi amici o nemici, abbiamo chiesto a questo nuovo governo che a parole ha detto tante cose nuove un incontro, ora i momento dei fatti”.

”Il rapporto Svimez ci ricorda che fra il 2002 e il 2017 oltre due milioni di emigranti si sono avuti di cui 132187 nel solo 2017 di cui 66557 sono giovani di questi il 33% laureati, significa che nel Mezzogiorno quasi un milione di giovani in 15 anni hanno lasciato il Sud con un’età compresa tra i 15 e i 34 anni”. Queste le parole del segretario provinciale della Cgil di Messina Giovanni Mastroeni durante il suo intervento nel convegno “Creare nuovo lavoro e sviluppo nel territorio e bloccare la fuga dei giovani” organizzato oggi a Messina, che prosegue; “La nostra città ha avuto un calo di 9,4 messinesi al giorno che sono andati via, ed anche qua la metà sono giovani, tutto questo porta ad una proiezione al 2050 di 200 mila residenti, nel marzo 2018 eravamo 231 mila la situazione è quindi drammatica, bisogna quindi ripristinare nel nostro territorio le condizioni minime di fiducia e di speranza perché si possa immaginare ancora un futuro per Messina sulle rive dello Stretto. Se non si ferma questa emorragia demografica, se le migliori intelligenze vanno a cercare fortuna altrove se non si crea un minimo di sviluppo e nuovo lavoro la città e il nostro territorio soffocheranno. Messina e la sua Provincia all’interno di una visione che coinvolge il Mezzogiorno vive una situazione caratterizzata da una disoccupazione di massa e da un debole tessuto produttivo. Messina oggi è un territorio che vive fondamentalmente di trasferimenti pubblici, pensioni e sussidi con una popolazione segnata da un’alta età media”.