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“Ad un mese esatto dalla data delle elezioni amministrative, rimangono insoluti, al netto della vittoria di Federico Basile, alcuni misteri”

A DICHIARARLO IN UN COMUNICATO STAMPA DI OGGI 11 LUGLIO 2022, E' PIPPO PREVITI, CANDIDATO AL CONSIGLIO COMUNALE... ALLE CONSULTAZIONI DEL 12 GIUGNO SCORSO, NONCHE' VICE SEGRETARIO DELLA 'DC NUOVA' DI MESSINA

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“Ad un mese esatto dalla data delle elezioni amministrative, rimangono insoluti, al netto della vittoria di Federico Basile, alcuni misteri”. Questo lo dichiara in un comunicato stampa di oggi 11 luglio 2022, Pippo Previti candidato al consiglio comunale… alle Consultazioni del 12 giugno scorso e vice segretario della ‘DC Nuova’ di Messina.

Aggiunge Previti: “è probabilmente la prima volta che capita nella nostra città, che i risultati elettorali, per le liste e per gli eletti, si conoscano dopo cosi tanto tempo. E non per tutti. Non si sa per quali ragioni i candidati nelle liste che non hanno raggiunto il 5% non debbano sapere quanti voti hanno ottenuto, perchè si è deciso che per queste liste il controllo non serve, viene ritenuto superfluo e nella migliore delle ipotesi il tutto è rinviato chissà a quando (mese mai?)”.

Prosegue Previti: “-ho visto cose che voi umani- avrebbe detto anche in questo caso il replicante Roy Batty nel film cult Blade Runner. Perchè si ledono cosi facilmente diritti che davamo per scontati. In epoche non tanto lontane, già nella mattinata successiva al voto tutti i candidati sapevano già le loro preferenze. Ma a parte questo, di cui ovviamente, si esige di conoscere i risultati ottenuti da tutti i candidati, a prescindere dalla percentuale della lista, c’è pure peggio. Sezioni in cui sono scomparsi i voti dei sostenitori. Nel mio caso, per esempio, nella sezione 199 dove ha votato l’intera mia famiglia, compreso chi scrive, (4 persone) e non includo il vicinato, amici e parenti che hanno votato nella stessa sezione, lo scrutinio riporta voti zero. Stessa cosa su tantissime altre sezioni e per tanti altri candidati. Addirittura la candidata Zoccoli Desirè (Noi con l’Italia-Democrazia Cristiana) in una sola sezione prende 16 preferenze e complessivamente il risultato relativo a tutte le 253 sezioni risulta uguale a zero. Questo controllo assieme a quello delle oltre 5000 schede nulle potrebbe far raggiungere la percentuale necessaria a quelle liste che per pochissimo non hanno ottenuto il 5%. Non si capisce poi il perchè alle 22.45, come alla Pascoli, non hanno consentito l’accesso agli elettori, dato che si poteva votare fino alle 23.00”.

Previti specifica: “colpa dei Presidenti dei seggi? Anche a causa delle moltissime rinunce, alla fine l’Amministrazione si è vista -costretta- a -raccattare- nelle chat e/o tra amici, parenti e conoscenti, persone anche prive di qualsiasi esperienza, non idonee a ricoprire tale delicato ruolo. Figurarsi se si era previsto un Albo composto da almeno il triplo di quelli necessari, per non parlare della preventiva e necessaria formazione. Per tali motivi moltissime preferenze date alla mia collega di partito Cristina non sono state assegnate, perchè nell’elenco non esisteva una con il cognome Cristina. Peccato che si era registrata come candidata – per evitare omonimia con un’altro candidato – come Ponzio Cristina detta Cristina. Ma è successo pure che una candidata nella sezione di Gesso, ha trovato la propria scheda già votata. Mi comunicano mentre sto scrivendo, che la stessa ha presentato denuncia alle forze dell’ordine. Ma l’elemento non chiaro, e ben più grave di tutti, è capire il perchè i responsabili dell’Ufficio elettorale del Comune hanno modificato il numero delle sezioni trascritte nell’elenco dato nei seggi non più corrispondente a quello della tessera elettorale di centinaia e centinaia di persone. Cosicchè l’elettore, anche quello che per anni è andato a votare sempre nella stessa identica sezione, si è visto, dopo ore di attesa, comunicare che la sezione non era più quella ma era diversa rispetto a quella segnata nella tessera”.

Conclude Previti: “il malcapitato, pur di non sobbarcarsi un’altra lunga ed estenuante attesa, ha preferito abbandonare, rinunciando – non per colpa sua – ad un suo sacrosanto diritto di cui si è visto privare per la dabbenaggine, per l’ottusità o per la malafede del responsabile. Questo elemento che priva l’elettore del suo diritto di voto meriterebbe un approfondimento anche delle autorità giudiziarie, se -c’è un giudice a Berlino-. -Bisogna saper perdere- cantavano nel 1967, i RoKes. Certo, ma con dignità e con onore, senza omissioni e/o inganni. Del caso Messina, stranamente, nessuna TV o giornale nazionale, ne ha parlato. Eppure c’erano tutti gli ingredienti del -giallo-. Anche questo avvolto in una spessa coltre di nebbia. Come quando la “lupa” avvolge lo stretto. Ci sarò un giudice a Berlino?”.