I magistrati del Tar di Catanzaro…, hanno sospeso l’ordinanza del presidente facente funzioni Nino Spirlì

IN CALABRIA I GIUDICI AMMINISTRATIVI, HANNO ACCOLTO IL RICORSO DEI GENITORI... QUINDI GLI STUDENTI TORNERANNO IN AULA

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Articolo, tratto da… www.ilreggino.it.

Accogliendo il ricorso presentato dai genitori di alcuni studenti il Tar della Calabria ha sospeso l’ordinanza del presidente facente funzioni della Regione Calabria Antonino Spirlì che lo scorso fine settimana aveva disposto la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado esclusi gli asili nido per l’aggravamento della situazione epidemiologica.

Per la terza volta il Tar ha bocciato Nino Spirlì e la sua ordinanza di chiusura delle scuole dell’infanzia, elementari e medie della Calabria. Il provvedimento emanato dal presidente facente funzioni il 5 marzo scorso, poi integrato il giorno successivo, è stato sospeso dalla giustizia amministrativa che entrerà nel merito della decisione il 14 aprile. Sono stati tanti i genitori che avevano impugnato il documento ed anche i legali che si erano adoperati per depositare in tempi record i ricorsi. Ed in tempi record è arrivata anche una prima sentenza: non c’erano i presupposti per sospendere la didattica.

Nelle motivazioni il Tribunale sottolinea come la normativa statale prevede una serrata di così ampia portata soltanto nelle zone rosse e che pertanto per giustificare il proprio provvedimento, il Presidente facente funzioni avrebbe dovuto fornire i fondamenti di un quadro epidemiologico orientato nettamente verso un peggioramento dei parametri mentre invece il verbale dell’Unità di crisi prodotto al termine della riunione del 5 marzo scorso «al netto delle discussioni inerenti l’attuazione del piano vaccinale, non sembra riportare un vero confronto collegiale sulle questioni inerenti la chiusura delle scuole, trattate dal presidente in apertura di seduta per indicarle quale luogo di grande assembramento e potenziale contagio».

Come si legge nel testo del provvedimento «Non si rinviene nell’ordinanza impugnata una specifica istruttoria volta a stabilire se, quali e quanti contagi abbiano in concreto interessato le scuole calabresi a prescindere dagli interventi sindacali posti in essere su base locale con sospensione delle attività didattiche in presenza “in molti comuni” nonché quali siano stati gli effetti dei contenimenti rilevati dall’ordinaria applicazione dei protocolli Covid della scuola (quarantena della classe con o senza propagazione dei contagi)».

Da qui si rileva che, chiarisce il ricorso «il trend di aumento dei contagi in Calabria è al momento considerevolmente inferiore rispetto a quello nazionale riferito alla medesima settimana sopraindicata e pertanto non costituisce dato sopravvenuto rispetto alle valutazioni di cui al DPCM mentre il fatto che in alcuni specifici territori (province di Vibo Valentia e Reggio Calabria) la proporzione di nuovi casi sia il doppio della media regionale (comunque sempre lontana dalla media nazionale), a tutto voler concedere potrebbe giustificare al più interventi mirati su comuni di quelle aree e non la chiusura dell’intero sistema di istruzione calabrese. L’incremento di posti letto COVID e quelli di terapia intensiva occupati resta comunque sotto la soglia di allerta rispetto al rischio saturazione per quanto nello stesso atto impugnato dichiarato».

Quindi il Tar sottolinea come il trend di aumento dei contagi in Calabria sia considerevolmente inferiore rispetto a quello nazionale e che anche la maggiore crescita registrata in alcuni specifici territori del vibonese e del reggino sia comunque sempre lontana dalla media nazionale. Ancora i magistrati rilevano come il coefficiente di prevalenza di variante inglese pari in Calabria al 9,1% sia il più basso d’Italia.

Per questo l’ordinanza di Spirlì è stata sospesa: da domani si ritorna in classe secondo le medesime modalità utilizzate prima del provvedimento del 5 marzo, quindi con scuole dell’infanzia, elementari e medie aperte ed istituti superiori in cui è ammesso un massimo del 50% degli studenti in aula, con possibilità per le famiglie di optare per la didattica integrata.