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Il Consiglio di Amministrazione dell’Università degli Studi di Messina ha approvato il Bilancio Unico di Previsione 2026–2028, dopo il via libera del Senato Accademico e il parere favorevole del Collegio dei Revisori dei Conti

IL DOCUMENTO DELINEA IL QUADRO ECONOMICO-FINANZIARIO DELL’ATENEO PER IL PROSSIMO TRIENNIO, CONFERMANDO LA SOLIDITÀ DEI CONTI NONOSTANTE LA PROGRESSIVA RIDUZIONE DELLE RISORSE STRAORDINARIE E ORIENTANDO GLI STANZIAMENTI VERSO STUDENTI, PERSONALE E QUALITÀ DELL’OFFERTA FORMATIVA

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Il Consiglio di Amministrazione dell’Università degli Studi di Messina ha approvato il Bilancio Unico di Previsione 2026–2028, dopo il via libera del Senato Accademico e il parere favorevole del Collegio dei Revisori dei Conti.

Il documento delinea il quadro economico-finanziario dell’Ateneo per il prossimo triennio, confermando la solidità dei conti nonostante la progressiva riduzione delle risorse straordinarie e orientando gli stanziamenti verso studenti, personale e qualità dell’offerta formativa.

Le dichiarazioni della Rettrice Giovanna Spatari
«Con l’approvazione del Bilancio – sottolinea la Magnifica Rettrice, prof.ssa Giovanna Spatari – si avvia una nuova fase di programmazione strategica, in particolare per il reclutamento di giovani ricercatori, docenti e personale tecnico-amministrativo».

«Le previsioni – evidenzia la Rettrice – sono state elaborate nel segno del contenimento e della razionalizzazione dei costi di gestione con l’obiettivo di coniugare sostenibilità finanziaria e rafforzamento dell’organico. Didattica e investimenti Tra le priorità figurano il potenziamento delle infrastrutture digitali e dei sistemi ICT, lo sviluppo dei servizi web di Ateneo e il completamento degli interventi sulle residenze universitarie. Investimenti considerati strategici per migliorare la qualità dell’esperienza universitaria e accrescere l’attrattività dell’Ateneo».

«Esprimo soddisfazione – aggiunge Spatari – per l’approvazione dello strumento contabile e per il prezioso lavoro svolto dal Dipartimento Amministrativo Bilancio e Finanze, diretto dal dott. Salvatore Sidoti, dal Direttore Generale e dal Prorettore al Bilancio, prof. Carlo Vermiglio, nonché per la proficua interlocuzione con il Collegio dei Revisori nel corso dell’elaborazione del documento».

«Con il Bilancio di previsione – conclude la Rettrice – guardiamo al nuovo triennio con fiducia e con il massimo impegno nel rispondere alle esigenze della comunità accademica e nel garantire una gestione efficiente, responsabile e sostenibile».

Il piano recepisce infatti i programmi di assunzione già deliberati, che prevedono l’ingresso di oltre 90 nuovi ricercatori, destinati a rafforzare le attività didattiche e di ricerca dei Dipartimenti. Per il 2026 i proventi operativi complessivi sono stimati in circa 322 milioni di euro, in lieve flessione rispetto al 2025. La riduzione è legata principalmente al venir meno dei finanziamenti per la ricerca competitiva connessi alla conclusione dei progetti PNRR! Restano invece stabili i trasferimenti statali, con il Fondo di Finanziamento Ordinario che continua a rappresentare il principale pilastro della sostenibilità economica dell’Ateneo.

Studenti e diritto allo studio
Il Bilancio ribadisce la centralità degli studenti nelle politiche di Ateneo. La contribuzione studentesca è stimata in circa 31 milioni di euro, in un contesto di misure fortemente orientate al welfare universitario. Viene confermata la no tax area fino a 28.000 euro di ISEE e aumenta la percentuale di studenti esonerati dal contributo onnicomprensivo. Il peso delle tasse universitarie resta contenuto… il rapporto tra contribuzione studentesca e Fondo di Finanziamento Ordinario si attesta intorno al 10%, ampiamente al di sotto dei limiti previsti dalla normativa. Il Bilancio prevede inoltre risorse dedicate a borse di studio, servizi agli studenti, sostegno alla disabilità e interventi per le residenze universitarie.

Personale
La spesa per il personale si conferma la voce principale del Bilancio. Il documento tiene conto degli adeguamenti retributivi e dei vincoli normativi sul turnover, delineando una strategia improntata all’investimento sul capitale umano.