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È una pronuncia destinata a fare giurisprudenza quella firmata dal Tribunale del Lavoro di Messina, che ha ordinato a Messinaservizi Bene Comune di riassegnare immediatamente un proprio dipendente, padre di un ragazzo con disabilità grave, a un turno e a una sede compatibili con le esigenze di cura del figlio

CON ORDINANZA DEL 24 DICEMBRE 2025, IL GIUDICE VALERIA TOTARO HA ACCOLTO IL RICORSO CAUTELARE PRESENTATO DALL'AVVOCATA ANNALISA GIACOBBE PER CONTO DI UN PAPÀ OPERATORE ECOLOGICO, RICONOSCENDO COME ILLEGITTIME LE SCELTE AZIENDALI CHE AVEVANO MODIFICATO ORARIO E LUOGO DI LAVORO, RENDENDO DI FATTO IMPOSSIBILE L’ASSISTENZA AL MINORE

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Testo… tratto da, www.messinatoday.it!

È una pronuncia destinata a fare giurisprudenza quella firmata dal Tribunale del Lavoro di Messina, che ha ordinato a Messinaservizi Bene Comune di riassegnare immediatamente un proprio dipendente, padre di un ragazzo con disabilità grave, a un turno e a una sede compatibili con le esigenze di cura del figlio.

Con ordinanza del 24 dicembre 2025, il giudice Valeria Totaro ha accolto il ricorso cautelare presentato dall’avvocata Annalisa Giacobbe per conto di un papà operatore ecologico, riconoscendo come illegittime le scelte aziendali che avevano modificato orario e luogo di lavoro, rendendo di fatto impossibile l’assistenza al minore. La sentenza riapre ora il dibattito anche sulla cultura dell’inclusione e sulla reale applicazione dei diritti dei caregiver anche a Messina.

La storia: da un turno compatibile allo spostamento forzato
L’uomo lavora per la partecipata comunale dal 2021. Inizialmente assegnato all’Area Nord di Messina con turno mattutino (5–11.20), riusciva così a seguire il figlio quindicenne, affetto da autismo grave, disabilità intellettiva, crisi epilettiche e disturbi comportamentali, nelle terapie e nella quotidianità.

Nel gennaio 2025 arriva però una comunicazione via WhatsApp: il turno viene spostato in fascia pomeridiana. Dopo le proteste del lavoratore e del sindacato, l’azienda modifica sì l’orario, ma contestualmente dispone anche il trasferimento in una zona molto più distante dalla residenza, nella ZIR di via Galvani. Una soluzione che, anziché risolvere il problema, lo aggrava.

Congedo forzato e ricorso al giudice
Di fronte all’impossibilità di conciliare lavoro e assistenza, il dipendente è costretto a ricorrere al congedo straordinario, sacrificando mesi di attività lavorativa. Da qui la decisione di rivolgersi al Tribunale. Il ricorso chiede una misura urgente: il ripristino del turno e della sede originari, più vicini al domicilio familiare e compatibili con le terapie del figlio.

Messinaservizi sotto accusa: nessuna prova delle esigenze organizzative
Nel procedimento, la società partecipata del Comune di Messina ha sostenuto che la riassegnazione richiesta avrebbe creato rigidità organizzative e disparità di trattamento. Ma per il giudice si tratta di affermazioni generiche. Messinaservizi non ha prodotto organigrammi, turnazioni, elenchi del personale né dimostrato l’inesistenza di posti compatibili. Né ha chiarito le reali ragioni della modifica del turno iniziale. Un vuoto probatorio che pesa come un macigno.

Il principio affermato: accomodamenti ragionevoli obbligatori
L’ordinanza richiama non solo la legge 104, ma anche la direttiva europea 2000/78 e la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità: il rifiuto di adottare accomodamenti ragionevoli costituisce una forma di discriminazione. Secondo il Tribunale, l’obbligo di adattare le condizioni di lavoro non riguarda solo il disabile, ma anche il familiare caregiver, quando l’assistenza è indispensabile. Nel caso concreto, il ritorno al turno 5–11.20 nell’Area Nord non comporta un onere sproporzionato per l’azienda ed è l’unica soluzione idonea a garantire il diritto del minore.

Il pericolo nel ritardo: il tempo gioca contro il diritto
Il giudice riconosce anche il periculum in mora: attendere i tempi del processo ordinario avrebbe causato un danno irreparabile, considerando la gravità delle condizioni del ragazzo e il rischio di esaurire il periodo massimo di congedo straordinario. Messinaservizi Bene Comune dovrà riassegnare immediatamente il lavoratore al turno e alla sede precedenti. Le spese saranno valutate nel giudizio di merito.