Nell’ambito del processo “Gotha 6”, svoltosi presso Palazzo Piacentini a Messina i giudici della Corte d’Assise hanno accolto in queste ore le richieste avanzate dall’accusa rappresentata dal procuratore generale Vincenzo Barbaro e dal suo sostituto Felice Lima

I MAGISTRATI DEL COLLEGIO PRESIEDUTO DALLA DOTTORESSA MARIA PINA LAZZARA, HANNO CONFERMATO LA SENTENZA DI PRIMO GRADO INFLIGGENDO 7 ERGASTOLI PER GLI IMPUTATI DEGLI OMICIDI DI MAFIA VERIFICATISI NEL COMPRENSORIO BARCELLONESE FRA IL 1993 ED IL 2012

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Nell’ambito del processo “Gotha 6”, svoltosi presso Palazzo Piacentini a Messina i giudici della Corte d’Assise hanno accolto in queste ore le richieste avanzate dall’accusa rappresentata dal procuratore generale Vincenzo Barbaro e dal suo sostituto Felice Lima.

I magistrati del collegio presieduto dalla dottoressa Maria Pia Lazzara, hanno confermato la Sentenza di primo grado e quindi le condanne all’ergastolo per i 7 imputati degli omicidi di mafia fra il 1993 e il 2021 nel barcellonese.

Ergastolo confermato quindi per:

  • Antonino Calderone (classe 1975);
  • Giovanni Rao;
  • Salvatore Di Salvo;
  • Carmelo Giambò;
  • Pietro Nicola Mazzagatti;
  • Angelo Caliri; 
  • Giuseppe Gullotti.

L’operazione “Gotha 6” risale 2016 e rappresenta il sesto capitolo d’inchiesta sulla famiglia mafiosa barcellonese. Le indagini, coordinate dai sostituti procuratori della Direzione distrettuale antimafia Vito Di Giorgio ed Angelo Cavallo, hanno puntato i riflettori su mandanti ed esecutori di 17 omicidi ed un tentato omicidio.

Per Rao la Corte ha deciso un’assoluzione da un omicidio con la formula per «non aver commesso il fatto. Per Antonino Calderone (cl. 1988) la pena è stata ridotta da 18 a 16 anni e 3 mesi, mentre per il pentito Aurelio Micale è stata confermata.

Nel contesto della “Gotha 6” le indagini della Dda di Messina e dei carabinieri del Ros hanno puntato i riflettori su mandanti ed esecutori di ben 17 omicidi ed un tentato omicidio, avvenuti tra il 1993 ed il 2012 nel Barcellonese. In pratica tutti gli “aggiustamenti” e le “punizioni” che in un vasto arco di tempo furono decise dalla cupola criminale. Grazie a indagini molto meticolose e alle dichiarazioni dei pentiti, sono stati individuati mandanti, esecutori materiali e moventi delle singole esecuzioni, tutte accomunate dall’obiettivo precipuo della cupola mafiosa all’epoca capeggiata per lungo tempo dal boss Giuseppe Gullotti, ovvero quello di controllare totalmente il territorio.