Nicola Gratteri, presente ieri a Paola per l’intitolazione di una strada all’avvocato penalista Enzo Lo Giudice

L'ALTO MAGISTRATO HA DETTO: "BISOGNA FARE PULIZIA, TRA I MIEI COLLEGHI E FRA I GIORNALISTI PREGIUDICATI CHE CONTINUANO A SCRIVERE ED A SCREDITARE"

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Il capo dell’Ufficio inquirente di Catanzaro, il dottor Nicola Gratteri, ha partecipato ieri a Paola in Provincia di Cosenza alla intitolazione di una strada del centro tirrenico, all’avvocato penalista Enzo Lo Giudice, che difese Bettino Craxi durante la stagione di -tangentopoli-.

Nel Chiostro di Sant’Agostino, si sono affrontate importanti tematiche alla presenza anche dei giornalisti: “Gianluigi Nuzzi (Rete 4) e Maurizio Belpietro (La Verità)”.

Dalle prime battute, si è subito intuito che  non si sarebbe trattato di un incontro nel quale dare sfoggio a frasi di circostanza e ad una domanda di Nuzzi sul ruolo dei legali, Gratteri ha risposto: “tra alcuni avvocati e alcuni clienti, l’ampiezza della scrivania si è ridotta. Permettere questo, soprattutto in ambito penale, è molto pericoloso. Ma è pericoloso non tanto per i rapporti che si creano con i clienti ma con i colleghi avvocati. Francamente, ce ne sono troppi, e troppe sono anche le cause che non dovrebbero stare in Tribunale”.

Ed ancora: “consiglio ai più giovani che intraprendono la carriera di avvocato di non cercare scorciatoie che, non servono, ma di fare in modo che con i vostri clienti la scrivania abbia un margine ampio”.

Infine, Gratteri non è stato per nulla tenero ne con i suoi colleghi, ne con i giornalisti ed ha sostenuto: “si deve avviare una pulizia. Esistono giornalisti -pregiudicati- che continuano a scrivere e a screditare. Anche nella mia categoria, questo è necessario. Va fatta pulizia negli organi di stampa, perchè ci sono cronisti con una pagina e mezza di reati passati in giudicato e continuano a esercitare la professione ed a scrivere per screditarmi. Dopo aver disposto l’arresto di 169 persone, il Riesame ne ha liberate 5 ed i giornali dicono che l’Operazione si è rivelata un flop”.